La
medicina tradizionale offre una serie di validi strumenti e di esami di
laboratorio che permettono una diagnosi precisa dell’ipertensione.
Attraverso questi esami è possibile individuare la terapia più efficace
per ciascun paziente. Infatti, non tutti gli ipertesi hanno bisogno di
cure farmacologiche e gli stessi farmaci antiipertensivi sono da
personalizzare. Ogni valutazione sull’opportunità o meno di eventuali
terapie farmacologiche va lasciata ad un medico qualificato, il quale
sarà anche in grado di personalizzare la cura migliore, iniziando da un
solo farmaco ed eventualmente associandolo ad altri. Vediamo adesso che
cosa possono offrire le cosiddette medicine alternative.
L’omeopata
in caso di ipertensione arteriosa in genere opera in due modi: nel primo
cerca di individuare la "costituzione" o caratterizzazione
fisico - psichica della persona per armonizzarla con rimedi specifici
(questo è sempre il primo approccio omeopatico qualunque sia la
malattia); nel secondo modo fornisce al paziente le indicazioni di
utilizzo di cosiddetti rimedi di intervento rapido secondo i sintomi che
accompagnano un rialzamento improvviso della pressione arteriosa. Vediamo
qualche rimedio di quest’ultima terapia omeopatica.
Ipertensione
con mal di testa e vertigini.
I sintomi compaiono all’improvviso ed il mal di testa è descritto
con un senso di pressione interna, le vertigini si presentano muovendo
il capo e spesso ci sono palpitazioni con ansia descritta come
"paura di morire". Il rimedio omeopatico adatto al caso è
aconitum.
Ipertensione
con vampate di calore.
"Glonoinum" è il rimedio per le crisi di pressione alta
caratterizzata da senso di calore al capo con mal di testa pulsante.
La pulsazione talvolta è come avvertita in tutto il corpo ed è
esacerbata dal calore e dallo stare sdraiati.
Ipertensione
con ansia.
Caratteristica di questa crisi ipertensiva è quella di insorgere in
momenti di ansia o stress ed i sintomi, oltre all’ansia che aumenta
talvolta inspiegabilmente, sono: palpitazioni, senso di testa pesante
(come "troppo piena"), desiderio impellente di aria fresca,
voglia di cibi dolci e zucchero nonostante questi provochino, una
volta assunti, acidità di stomaco ed eruttazioni. Gli omeopati in
questa situazione consigliano argentum nitricum.
Vediamo
ora brevemente le cause ed i sintomi di due tipi di pressione alta curati
poi in genere con agopuntura e farmaci erboristici.
Ipertensione
da eccesso di fegato.
La collera è la causa principale di questo tipo di pressione alta ed
i sintomi sono: vertigini, "senso di sbandamento", mal di
testa con tensione alla parte alta della nuca, irritabilità, bocca
amara, insonnia, occhi spesso arrossati. Il medico agopuntore in
questo caso cerca di mitigare l’energia in eccesso del fegato e di
abbassare direttamente la pressione.
Ipertensione
da deficit renale.
La paura, l’ansia, lo stress sono le basi energetiche negative di
questo tipo di ipertensione connotata da mal di testa con senso di
"vuoto", ronzii auricolari, vista offuscata, capogiri,
insonnia, diminuzione della memoria, debolezza della colonna
vertebrale soprattutto lombare. Il medico esperto in agopuntura in
questo caso opera cercando di aumentare l’energia renale e di
mitigare direttamente la pressione alta.
Medicina psicosomatica
Le
più importanti correnti di studio psicosomatico dell’ipertensione
arteriosa sono quella di psicologia comportamentale e quella su base
psicoanalitico - simbolica.
Psicologia comportamentale ed ipertensione
Secondo
questa scuola agli stress ambientali ed emotivi intensi e ripetitivi
alcune persone risponderebbero più che con normali reazioni
comportamentali (come il pianto e l’aggressività) con un’attivazione
del sistema nervoso che non è controllabile dalla volontà cui consegue
una costrizione dei vasi arteriosi. Si creerebbero così maggiori
resistenze all’affluire del sangue e dunque ipertensione arteriosa.
Psicosomatica simbolica ed ipertensione
Per
questa scuola invece (Riza) l’ipertensione sarebbe la rappresentazione a
livello corporeo di un conflitto inconscio tra "pensiero" e
"sentimento", tra passione e ragione, tra emotività e
controllo, dove un sangue investito simbolicamente di valenze emotive non
può circolare liberamente. L’iperteso dunque tenderebbe a vivere
conflittualmente il rapporto con il mondo degli affetti e ne eserciterebbe
un esasperato controllo frenando di continuo la passionalità e
privilegiando la "fredda" e più sicura ragione.