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La costanza dello stimolo

 

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Un principio fondamentale: la costanza dello stimolo porta alla perdita della coscienza del medesimo.

Facciamo un esempio: se mentre stiamo guardando la televisione, o il panorama, o stiamo ascoltando della musica, o pensando ai fatti nostri, qualcuno appoggia una moneta sulla nostra mano, ce ne accorgiamo subito. Ma se non muoviamo la parte su cui abbiamo la moneta, dopo un po’ ce ne dimentichiamo. Perdiamo cioè coscienza della presenza della moneta su di noi. Se la togliamo o solo la muoviamo, ecco che ne abbiamo nuovamente coscienza. Cioè: abbiamo coscienza del cambiamento, mentre la stasi, dopo un po’ viene dimenticata.

C’è una spiegazione abbastanza semplice. I nostri sensi sono continuamente colpiti da stimoli, cioè da sollecitazioni al cambiamento ed il nostro sistema è pronto a recepirli per potersi riassestare. Ricordiamo il discorso che abbiamo fatto in merito. In questa ottica, la stasi non è significativa, o comunque lo è meno del cambiamento, e quindi viene messa da parte, archiviata, per così dire, fino a quando non sarà richiamata per qualsiasi motivo.

Questo principio ha un’importanza pratica molto più grande di quanto possiamo immaginare. Qualche esempio:

- spesso capiamo il valore delle cose quando le perdiamo, oppure 
- ci entusiasmiamo per la novità ma
- dopo un po’ che abbiamo qualcosa la diamo per scontata.

Ovviamente ci riferiamo a cose, persone, situazioni, stati, ma quante volte abbiamo seguito questo processo sbagliando perché non capivamo cosa poi ne sarebbe conseguito? Perché il mondo reagisce, alla nostra coscienza ed alla nostra non-coscienza, e molto spesso non capiamo le reazioni degli altri, perché, da dove vengono, non capiamo soprattutto che le abbiamo sollecitate noi. Ma in ogni caso ricordiamoci che il nostro conto lo paghiamo comunque noi. Quindi, forse, è meglio prendere coscienza di quanto accade in modo da cercare di evitare quello che non ci va bene e da prepararci a ciò che ci succederà.

(Marco Dal Negro)


 

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