I vari tipi di emicrania
Quali sono le cause
Come prevenirlo
Come curarlo
I vari tipi di dolore
Le cure più efficaci
Le regole pratiche per calmarlo.

In un antico papiro egiziano, venuto alla luce in recenti scavi archeologici, si descrivono le formule magiche che il medico recitava preparando i farmaci contro il mal di testa. Così in testi assirobabilonesi, risalenti a oltre 1500 anni prima di Cristo, si leggono numerosi incantesimi-esorcismi utilizzati per scacciare il “demone della testa”.
Dunque, questo male è conosciuto fin dagli albori dell’umanità ed è noto come abbia perseguitato innumerevoli persone tra cui Giulio Cesare, Kant, Sigmund Freud, Marilyn Monroe…Attualmente l’emicrania, termine propriamente medico, è un tormento per milioni di individui e le statistiche rivelano che il 10% circa della popolazione ne è afflitto.
Come si presenta l’emicrania? Si conoscono le cause che la fanno scatenare? E’ possibile curarla? A queste e ad altre domande cercheremo di dare delle risposte, certamente non assolute ma che possono servire da guida per chi soffre di questa malattia spesso addirittura perenne.

I vari tipi di emicrania.

Le sinusiti, le anemie, l’ipertensione arteriosa, le otiti, le affezioni dentarie, le meningiti, il fumo, l’alcol sono le più frequenti cause delle emicranie cosiddette secondarie. Rappresentano il 10% di tutti i mal di testa e sono così chiamate perché è chiara la causa primitiva e la conseguente terapia.
Il restante 90% è rappresentato dalle emicranie primarie oppure essenziali, cioè quei mal di testa di cui non è possibile stabilire con chiarezza la causa.
L’emicrania essenziale è suddivisa principalmente in 4 tipi individuati per la diversa frequenza di insorgenza e per i vari sintomi che li distinguono uno dall’altro: vediamoli.

Emicrania comune

Questo è il mal di testa più frequente, caratterizzato da momenti di assenza e da periodi anche lunghi di remissione. Due sono i sintomi principali: il dolore e la nausea. Il primo insorge spesso in una parte della testa e tende a diffondersi via via in tutto il corpo; in molti casi è violento e pulsante mentre in altri è sordo e continuo; di frequente gli sforzi, i movimenti, la tosse, gli starnuti lo aumentano e l’individuo, quando il male è molto forte, cerca di riposarsi mantenendo la testa in un’unica posizione, premendola con la mano o con il cuscino sovente al buio. La durata del dolore è molto variabile, può essere di minuti oppure di ore, fino a un’intera giornata. Una sua variante di inizio oppure una sua concomitanza, la cosa non è ancora del tutto chiarita, è la tensione dei muscoli della nuca e delle spalle.
Il secondo sintomo dell’emicrania comune è sempre la presenza della nausea. Questa si manifesta anche solamente con il rifiuto del cibo e se la persona arriva a vomitare non di rado cessa l’attacco. Vi sono altri sintomi non sempre però presenti, come un aumento della lacrimazione oculare con bruciore, sonnolenza, aumento del muco nasale, sensazioni di capogiro e di instabilità nel cammino, irritabilità alla luce e ad alcuni odori e suoni. Una non trascurabile compresenza è la modificazione dell’umore: l’individuo all’inizio può essere in uno stato d’ansia, di agitazione, tanto da apparire irascibile e intollerante verso gli altri, e via via l’attacco aumenta di intensità può esserci depressione e apatia.
Si può ben comprendere come questo vario corredo di sintomi può indurre a ingannare sia la persona sia il medico, tanto da arrivare a consultare gli specialisti dei vari organi o apparati, come otorini, oculisti, psichiatri eccetera.
E’ necessario precisare a questo punto che l’emicrania comune è un’entità di malattia ben definita e che i sintomi sopra descritti le appartengono in esclusiva. E’ vero anche che, ad esempio, si può riscontrare tra chi soffre d’ansia anche l’emicrania comune e così in chi ha il raffreddore una certa frequenza di mal di testa, ma non è vero che tutti gli emicranici sono ansiosi, hanno una rinite allergica, una congiuntivite, una labirintite e così via. Ecco dunque quanto è importante un attento studio clinico della persona per fare una giusta diagnosi di “emicrania comune”.
La risoluzione di un attacco emicranico può avvenire durante il sonno oppure gradualmente nel tempo o infine, come già detto, con il vomito spesso associato a un aumento delle urine.

Emicrania classica

Da diversi studi statistici l’incidenza di questo tipo di emicrania risulta essere compresa tra l’uno e il due per cento della popolazione. Quello che definisce l’emicrania classica ( o emicrania oftalmica ) è la presenza di un caratteristico sintomo premonitore: l’aura. Con questo termine, per molto tempo, ci si è sempre riferiti a dei particolari segnali di un attacco epilettico, tanto che a molti “emicranici” venivano o vengono effettuati elettroencefalogrammi proprio per escludere la presenza dei fenomeni irritativi dati dall’epilessia. In realtà l’aura epilettica è diversa dall’aura emicranica, perché in quest’ultima l’insorgenza dei sintomi è lenta e graduale, non vi è perdita di coscienza e non ci sono segnali contemporanei o successivi di convulsioni.
L’aura nell’emicranico classico si presenta soprattutto come alterazione della vista: come lampi, opacità di una parte del campo visivo, flash scintillanti della durata di pochi minuti.
Altre alterazioni possono essere rumori uditivi, percezioni di odori sgradevoli, formicolii o senso di anestesia agli angoli della bocca o della lingua. Dopo questi disturbi una percentuale non definibile di persone soffre di un mal di testa del tutto simile a quello descritto nell’emicrania comune di durata però limitata ( circa 12 ore ) ma di maggiore intensità. Tuttavia non tutte le persone che presentano emicrania classica patiscono sempre di mal di testa: vi sono infatti casi in cui la manifestazione della malattia è distinta più dall’aura che dal dolore. In quest’ultima circostanza le alterazioni percettive possono comunque essere estremamente invalidanti, soprattutto dal punto di vista psicologico, per la loro imprevedibilità e variabilità temporale.

Nevralgia emicranica ( cefalea a grappolo )

Una delle più temibili emicranie per l’estrema intensità del dolore o per l’assoluta imprevedibilità è la nevralgia emicranica. A differenza degli altri tipi di mal di testa, questa nevralgia si presenta improvvisamente, subito in modo acuto, dura in genere pochi minuti e nelle 24 ore può insorgere anche 10 e più volte. E’ per questo motivo che viene denominata cefalea a grappolo e, a differenza delle altre, colpisce di più il sesso maschile. Il dolore non ha preavviso e si localizza da individuo a individuo in ben precisi punti del corpo: una tempia, a lato di un occhio, dentro il naso o in un orecchio, su una guancia.
Un’altra caratteristica è una particolare sensibilità all’alcol, tanto che in alcuni casi questo tipo di emicrania è diagnosticato attraverso una prova chiamata “test all’alcol”. Chi soffre di questa nevralgia tende, anziché a riposarsi, a muoversi di continuo premendo una mano sulla parte colpita; la persona è spesso prostrata e tra un attacco e l’altro vive una situazione di attesa ansiosa, a volte paradossalmente più insopportabile del dolore.

Emicrania abituale

Vi sono delle persone che non hanno mai quiete dal dolore perché soffrono di mal di testa praticamente tutti i giorni per lunghi periodi di tempo con scarsi momenti di remissione. L’emicrania si presenta al mattino in modo sordo, può aumentare o no durante la giornata e accompagnare l’individuo fino al riposo notturno per ripresentarsi nuovamente il mattino seguente.
Tutto questo per settimane, mesi e purtroppo per anni. Questo tipo di mal di testa, che peraltro può presentare momenti di emicrania comune, e cioè con nausea, è considerato da vari ricercatori come “psicosomatico”. Attualmente vi sono due tendenze di ricerca psicosomatica: la prima, soprattutto anglosassone, considera alcune malattie “causate” e/o approvate da componenti psichiche legate a tensioni emotive, a stress, a comportamenti psicologici abnormi appresi via via nel tempo; la seconda europea, di cui vedremo più avanti le affascinanti teorie per la genesi dell’emicrania, in generale si considera l’uomo come un insieme indissolubile di corpo e psiche, tanto da affermare che “non si può parlare di medicina se non si parla di psicosomatica”.
Per quanto riguarda la prima tendenza, l’emicrania abituale sarebbe una modalità di comunicazione corporea della persona di disagi o conflitti interiori, più o meno inconsapevoli, e impossibilità a essere liberamente espressi ( scuola psicoanalitica ); oppure una reazione condizionata appresa fin da bambini a stimoli emotivi ambientali da cui si vuole scappare ( scuola comportamentista ). A sostegno di quest’ultima ipotesi vi sarebbe il fatto che molti emicranici abituali hanno una famiglia in cui è presente un genitore o entrambi sofferenti di mal di testa. Al di là di queste interpretazioni, sta comunque il fatto che nella maggioranza degli emicranici abituali è riscontrabile un discreto grado di disagi psicologici e di stress a cui va ad aggiungersi la malattia.

Quali sono le cause

A tutt’oggi non sono state ancora identificate con sicurezza le cause del mal di testa. Vediamo ora nell’ampio panorama della medicina, cioè quella ufficiale e quella cosiddetta alternativa, quali sono le principali teorie sulla genesi dell’emicrania.

Medicina ufficiale

Due sono le teorie, quella vasomotoria e quella clinica. Nella prima si osserva inizialmente un aumento del tono simpatico, cioè quella parte del sistema nervoso responsabile ad esempio della tachicardia o dell’aumento della pressione arteriosa, tanto da provocare una costrizione dei vasi arteriosi soprattutto sottocutanei della testa. Questa sarebbe la fase responsabile dell’aura, dell’agitazione oppure di uno stato generale simile all’ansia, della tensione dei muscoli del collo che può precedere il dolore. A tutto ciò segue un “esaurimento” del tono simpatico, a tal punto da dare una dilatazione abnorme degli stessi vasi provocando così il mal di testa vero e proprio.
A sostegno dell’ipotesi sta la reattività, provata in una buona percentuale dei casi, a farmaci vasocostrittori assunti durante il dolore come l’ergotamina e i beta-bloccanti. Nella seconda teoria, quella chimica, i ricercatori hanno riscontrato in numerosi pazienti un aumento di particolari sostanze appartenenti al sistema nervoso centrale quali l’istamina, attualmente da molti non più considerata, e la serotonina.
Sulla base di questa ipotesi è stato immesso recentemente sul mercato farmaceutico un potente farmaco anti-serotonina, il sumatripan, utilizzato in alcuni casi per arrestare gravi dolori alla testa. In definitiva la medicina ufficiale non dà per ora ancora risposte sicure sulle cause dell’emicrania ma ha individuato in che modo avviene l’attacco e quali sono le sostanze in gioco nell’organismo.

Medicina psicosomatica

Come già accennato, esiste una Scuola Europea di Medicina Psicosomatica che considera l’individuo come un insieme di mente e corpo non separati ma anzi come facce di una stessa medaglia. In questa medicina i processi psichici e quelli somatici (corporei) sono studiati come processi equivalenti e le malattie appaiono essere la comunicazione di un disequilibrio della profonda unità psicosomatica individuale.
Poiché è di frequente riscontro in chi soffre di mal testa la difficoltà nel proprio stile di vita di “abbandonarsi”, di “lasciarsi andare”, di “perdere la testa”… ecco allora che l’emicrania sembra rivelare simbolicamente una lotta interiore tra il mondo del capo, il mondo della ragione, con il mondo delle emozioni e degli istinti.
A sostegno di questa teoria starebbe il fatto che in molte occasioni la maggio parte degli emicranici è “sul chi vive”, pensa molto e non ama la spensieratezza, ha uno stile corporeo di movimento e un linguaggio verbale tutto improntato al controllo di qualsiasi situazione. Infatti da studi sulla personalità queste persone sembrano non amare gli imprevisti e gli incontri inattesi, tendono a programmare tutto e spesso sono pronte a farsi carico di grandi responsabilità anche a discapito della loro serenità emotiva.

Medicina tradizionale cinese

Agopuntura: l’antichissima medicina cinese definisce la salute come “la perfetta armonia dell’uomo con se stesso, con la natura e con l’ambiente” e la malattia come “un turbamento o una frattura di questi complessi e molteplici equilibri”. Dunque il mal di testa, come del resto tutte le malattie, è l’espressione di un disequilibrio causato da fattori esterni all’organismo e/o da fattori interni.
Vediamo ora la suddivisione che si fa in agopuntura delle cause dell’emicrania.
Ci sono innanzitutto le cause esterne. La prima di queste cause è l’attacco provocato dai fattori climatici vento-freddo. In questo caso il mal di testa insorge dopo esposizione a clima ventoso-freddo; può localizzarsi sulla fronte o sulla nuca; spesso si irradia nella zona della colonna cervicale e dorsale accompagnato da contratture ai muscoli; la persona teme il vento freddo, ha brividi, poca sete e la lingua ricoperta da una patina bianca.
Vediamo adesso l’attacco causato dal fattore climatico vento-umidità. Il dolore è del tutto simile al precedente tipo, ma molte volte è presente la nausea con una sensazione di corpo pesante e di oppressione al petto. Infine c’è anche l’attacco dovuto al fattore climatico vento-calore. E’ questo un mal di testa tipico dell’estate e dei climi tropicali dove ci si reca in vacanza. Il dolore è generalizzato, gli occhi sono arrossati, la bocca è secca e si ha molta sete, è presente la stitichezza e la lingua ha una patina gialla.
Cominciamo adesso ad elencare le cause interne. C’è innanzitutto il mal di testa causato dal fegato. In agopuntura molti possono essere i fattori che portano disequilibrio all’energia degli organi, e importanti fra questi sono quelli psichici e alimentari. Eccessi di rabbia e collera, soprattutto trattenuti, e di alimenti troppo caldi e ricchi di carni rosse causano un aumento dell’energia del fegato che può esprimersi in un’emicrania localizzata in prevalenza al vertice del capo. Questo mal di testa è accompagnato e preceduto da vertigini, da lampi visivi ( l’aura ), agitazione, ansia, insonnia, sensazione di amaro in bocca. E’ possibile osservare in queste persone facilità ai calcoli biliari, unghie fragili, acidità gastrica, capelli secchi e fragili, dolori mestruali.
La seconda delle cause interne che può provocare il mal di testa è dovuta al rene.
Un’alimentazione troppo ricca di sale, uno stato psicologico di paura oppure di ansia che dura da lungo tempo causano un deficit dell’energia renale che può presentarsi con un’emicrania. Il dolore è sordo, interno, continuo e può essere accompagnato da ronzii all’orecchio, confusione mentale, stanchezza, dolori lombari, sensazione di instabilità nel cammino, freddolosità, urine chiare e lingua spesso pallida.

Medicina omeopatica

L’omeopatia nasce alla fine del Settecento per opera del medico tedesco Hahnemann attualmente è diffusa in tutto il mondo ma purtroppo in alcuni Paesi, come l’Italia, non è ancora riconosciuta, a differenza dell’agopuntura, come valida ed efficace medicina. Il sintomo, in questo caso l’emicrania, viene considerato come inserito nell’ampio aspetto biologico e psicologico de4lla persona. Esiste dunque un “terreno” di base, una sorta di impronta psicosomatica, dove il mal di testa può presentarsi in un modo piuttosto che in un altro. Occorre un lungo interrogatorio dell’individuo, soprattutto per rilevare numerosi sintomi spesso trascurati dalla medicina ufficiale, perché giudicati non importanti, che accompagnano il dolore. Al termine del colloquio ( a volte sono necessari più incontri ) il medico omeopata individua il farmaco o i farmaci che agiscono sia sul mal di testa che sul riequilibrio dell’unità psicosomatica di base della persona.
Vedremo più avanti i rimedi più usati in modo sintomatico, mentre per quelli che trattano il “terreno di base” è necessario consultare un omeopata.

Medicina manuale chiropratica

Le manipolazioni vertebrali risalgono ai tempi antichi, e infatti le ritroviamo nella storia della medicina cinese, indiana ed egizia. Attualmente esistono in Occidente più scuole di manipolazioni vertebrali e una su tutte individua con più chiarezza le cause di alcuni tipi di mal di testa: la chiropratica. Questa è una pratica manuale atta al recupero e al mantenimento della salute utilizzando le reazioni tra le strutture scheletrico-muscolari e le funzioni del corpo.
Il mal di testa, soprattutto accompagnato o preceduto da dolori al collo, viene fatto risalire a traumi, abitudini scorrette di posizioni del corpo, al cammino alterato, alla malocclusione dentale. Vediamone in dettaglio alcuni.
Consideriamo in primo luogo i traumi. Il colpo di frusta subito durante un incidente stradale, soprattutto in un tamponamento, mette in moto meccanismi complessi di danno su legamenti, muscoli, articolazioni tra vertebre della colonna. Da ciò può conseguire anche a distanza di tempo rigidità e dolore soprattutto localizzato alla nuca con frequente mal di testa spesso accompagnato da nausea e senso di vertigine.
C’è poi il problema del cammino alterato. Una gamba più corta dell’altra, soprattutto dopo una frattura, i piedi piatti portano a un modo di camminare disarmonico. Nel tempo uno dei segnali di questo disequilibrio è il mal di schiena e via via la cervicalgia con emicrania. Infine l’ultima delle cause scatenanti il mal di testa è la malocclusione dentale. Una scoperta recente della chiropratica è l’importanza di una buona occlusione dentale per la salute delle catene muscolari della colonna vertebrale.
La malocclusione dentale è un difetto, anche di pochi millimetri, del contatto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Alcune emicranie gravi si sono risolte scoprendo e correggendo malocclusioni dentali date da mancanza di denti, da protesi malfatte oppure da atteggiamenti masticatori scorretti.

Può essere ereditario

Alcuni dati statistici, da comprovare però con altri studi in corso, affermano che tra i gravi emicranici il 50% ha entrambi i genitori sofferenti di mal di testa, il 30% un solo genitore e il 20% nessun genitore. Questi rilievi hanno ovviamente stimolato ricerche genetiche per stabilire se ci sia ereditarietà o no del mal di testa. Ebbene, a tutt’oggi questa ereditarietà non è stata dimostrata e dunque si parla solo di un’incidenza familiare frequente. Non si può però parlare di predisposizione al mal di testa sulla base della familiarità soprattutto dal punto di vista biologico. In psicologia invece molti autori hanno affermato che esiste una personalità predisposta all’emicrania che avrebbe i seguenti tratti: intelligenza superiore alla media, maggiore sensibilità emotiva, capacità di autocontrollo, temperamento energico, perfezionista, ipercritico ecc…

Colpisce a ogni età

L’emicrania classica, quella con l’aura, tende a insorgere nell’adolescenza o intorno ai 18-20 anni, l’emicrania comune dai 30 ai 50 anni, la nevralgia emicranica in età avanzata, l’emicrania abituale dai 20 anni in avanti.
E’ noto il gran problema del mal di testa nei bambini, anche per il fatto di non poter utilizzare facilmente i potenti farmaci in commercio. In un recente studio si afferma che in età di scuola elementare più di un quarto della popolazione soffre di mal di testa e di questi bambini in età adulta il 60% soffre di emicrania. In molti di questi bambini si riscontrano nella storia clinica passata attacchi di vomito, di acetone o di attacchi biliari ciclici, ma in molti altri, al contrario, nessuna disfunzione organica giustifica il mal di testa. Ancora una volta la psicologia tenta di dare una spiegazione a quest’ultimo dato e cioè, da un lato lutti, separazioni, divorzi potrebbero essere eventi favorevoli all’insorgere dell’emicrania, dall’altro rabbia repressa, tensioni emotive provocate dagli impegni scolastici, incapacità a sopportare le frustrazioni scatenerebbero gli attacchi.

Differenze tra i sessi

L’emicrania è presente maggiormente tra le donne. Unica eccezione è il mal di testa a grappolo, caratteristico invece degli uomini. Per spiegare questo dato sono stati invocati fattori ormonali, comprovati dal fatto che spesso in gravidanza il mal di testa scompare. Soprattutto nei dolori al capo concomitanti il periodo ovulatorio e prima delle mestruazioni, l’ipotesi è che gli attacchi siano scatenati da un rialzo di estrogeni insieme con una diminuzione del progesterone. Un’altra ipotesi, sostenuta dalla medicina psicosomatica, è che in epoca moderna si chiede, più che in altri tempi, soprattutto alla donna di “avere testa”, di privilegiare il mondo della ragione e dell’autocontrollo a scapito delle emozioni. Per gli psicosomatisti non sarebbe un caso infatti l’alta incidenza di emicranie tra le donne manager, tutte tese a un’autoaffermazione di sé in quella parte del mondo del lavoro tipicamente maschile.

Come prevenirlo

Chi soffre di emicrania da tempo sa bene quali sono ad esempio gli alimenti, gli eventi stressanti o climatici, le emozioni che possono scatenare gli attacchi. Vediamo comunque di dare delle indicazioni generali per poter prevenire il mal di testa anche occasionale.

Alimentazione
Non esiste tra le cause del mal di testa un rapporto diretto tra cibi e dolore. Tuttavia è consigliabile seguire le seguenti regole, poiché si è visto che in molti casi un riequilibrio alimentare riduce l’incidenza degli attacchi.

  • Limitare burro fuso, carni grasse, selvaggina, fritti, spezie, specialmente se combinati fra loro.

  • Evitare l’alcol, soprattutto il vino bianco e i superalcolici.

  • Limitare i dadi da brodo; pare che il glutammato di sodio di cui sono ricchi possa scatenare l’attacco di emicrania. In alcune salse di soia è presente questa sostanza, tanto che anni fa si era individuata una sindrome detta del “ristorante cinese”, caratterizzata appunto da mal di testa e nausea causati da quel composto aggiunto alla soia per insaporirla.

  • Limitare o evitare cioccolato, formaggi stagionati, crauti, fichi, uva passa, insaccati.

  • Fare tre pasti al giorno. Evitare dunque di saltare la colazione al mattino, di mangiare in fretta un panino a pranzo e di abbuffarsi la sera. E’ stato dimostrato in chi soffre di mal di testa a metà mattina e a metà pomeriggio una diminuzione di zuccheri nel sangue, tanto da riuscire a debellare il dolore soltanto correggendo la qualità e la quantità di colazione e pranzo.

  • Aumentare nella dieta ortaggi e cereali, importanti per un corretto apporto di sali minerali.

Sport e ginnastica
Gli sport adatti all’emicranico sono quelli che permettono di scaricare le tensioni, come il tennis, il karatè, la corsa, lo squash. Un tipo di ginnastica molto utile è lo stretching perché prevede molti esercizi studiati in modo specifico per rilasciare i muscoli soprattutto delle spalle e del collo.

Clima e “stress”
Come abbiamo visto nelle cause del mal di testa in agopuntura, occorre evitare il vento associato al clima freddo, all’umidità, al calore. In quest’ultimo caso occorre bere molto e rinfrescare il più possibile il corpo; nei primi due invece prima di uscire di casa bisogna non scordarsi di coprire molto bene il collo e la nuca.
Per quanto riguarda lo stress, un famoso ricercatore austriaco amava dire che “senza lo stress non c’è vita”. Tuttavia è possibile non farsi sommergere da stimoli stressanti imparando tecniche di rilassamento da effettuare soprattutto quando si avverte che di lì a poco sopraggiungerà il mal di testa.

Curarlo da soli

Tra i farmaci facilmente utilizzabili l’acido acetilsalicilico è sicuramente il più efficace, ricordandosi però che deve essere assunto a stomaco pieno e che è assolutamente controindicato in chi soffre di ulcera gastroduodenale oppure di asma. Anche una tazza di caffè forte, il riposo in una stanza silenziosa e in penombra tante volte aiutano a superare l’improvviso attacco di emicrania.
Nella medicina alternativa sono numerosi i rimedi che aiutano a prevenire o a curare il mal di testa. Vediamone alcuni.
Tra i farmaci erboristici, la lavanda è conosciuta fin dall’antichità come anti-emicrania. Ai primi segnali occorre assumere dodici gocce di tintura madre di lavanda ogni mezz’ora oppure come tisana serale in prevenzione.
Un’altra erba molto utile è la melissa, adatta soprattutto a quelle persone che si sentono molto vulnerabili alle tensioni emotive. L’utilizzo di quest’erba è identico a quello della lavanda che abbiamo appena visto.
L’ultima erba è l’iperico, pianta dell’estate, del calore, da usare nelle persone attive piene di energia, che soffrono di mal di testa soprattutto in quei momenti di arresto delle loro attività. Un esempio su tutti, l’emicrania del sabato e della domenica. Fra i rimedi omeopatici, sono da consigliare quelli sintomatici utilizzati in granuli ( 5 per volta ogni due ore da far sciogliere sotto la lingua ) a basse diluizioni. La belladonna, ad esempio, cura i mal di testa a comparsa rapida, con dolori pulsanti e fastidio alla luce; il gelsenium invece lenisce le emicranie precedute dall’aura; l’iris versicolor al contrario è adatto ai dolori che insorgono la domenica o nei giorni di riposo e aggravati dalla nausea; il kaluim phosphoricum è utile negli scolari e negli studenti sovraffaticati che presentano mal di testa unito a spossatezza; infine il cyclamen europaeum è il rimedio delle emicranie del periodo ovulatorio o premestruale, che si presentano frequentemente con vertigini. Un aiuto d’urgenza per attenuare e in alcuni casi debellare un attacco di mal di testa ci viene suggerito dal massaggio cinese: esiste un punto di agopuntura da premere per cinque-dieci minuti, sia a destra che a sinistra, situato nell’incavo della mano tra il pollice e l’indice. La pressione deve essere costante ed effettuata con la punta del pollice dell’altra mano massaggiando molto lentamente in modo circolare.

Andiamo dal medico

Se il mal di testa è occasionale, sono sufficienti i suggerimenti sopraddetti. Quando però la frequenza dell’emicrania è settimanale e sono presenti i disturbi descritti nei quattro tipi di mal di testa, è necessario consultare il medico. Questi escluderà attraverso esami specifici tutte le cause dell’emicrania secondaria e, una volta stabilito il tipo di mal di testa, affronterà con la persona il problema della terapia a lei più adatta. Perché il problema? Perché non è possibile affermare quale tra le terapie descritte, sia della medicina ufficiale che di quella alternativa, è la più efficace. Tutte quante hanno i loro successi ma anche gli insuccessi, ed è solo attraverso un buon rapporto medico-paziente, basato sul reciproco ascolto e sulla reciproca fiducia senza fanatismi per una terapia o un’altra, senza rinuncia e rassegnazione, che sicuramente si può intraprendere una via efficace di guarigione dal mal di testa.

Le statistiche indicano che il 20% degli italiani soffre più o meno abitualmente di mal di testa e che il costo sociale di questa malattia supera i duemila miliardi di lire l’anno. Ma le statistiche ci danno ulteriori informazioni. Infatti sono ben 34 milioni le confezioni di antidolorifici vendute ogni anno e circa 20 milioni di visite mediche annuali che indicano come il mal di testa sia una vera e propria malattia sociale. Non se ne conoscono ancora a fondo le cause, ma si sa che colpisce ad ogni età. Il mal di testa, però, è un disturbo da cui tutti possono guarire. Vedremo in questo articolo quali sono invece le molteplici terapie per la cefalea, i consigli per evitare gli scatenamenti degli attacchi ed anche le cure appartenenti alle cosiddette medicine alternative o naturali.

I vari tipi di dolore

La Società internazionale per lo studio e la cura del mal di testa (cefalea) ha redatto una classificazione del disturbo suddividendo i vari tipi in due gruppi: le cefalee secondarie (8% dei casi) e le cefalee essenziali o primarie (92% dei casi).

Cefalee secondarie
Questi tipi di mal di testa vengono detti secondari perché c’è una causa ben identificabile che li provoca, insieme ad altri sintomi, e sono:

  • traumi cranici e lesioni anche meno serie al capo

  • malattie del cervello o delle strutture intorno a quest’organo, come meningiti e tumori

  • disfunzioni o malattie dei vasi sanguigni come malformazione delle arterie (aneurismi), trombi, piccole emorragie

  • assunzione o sospensione di sostanze eccitanti come caffè, alcol, droghe, oppure ormonali come la pillola anticoncezionale

  • infezioni virali o batteriche (cioè dolori che compaiono insieme ad influenza e raffreddore

  • malattie del metabolismo come il diabete o malattie renali

  • sinusiti, otiti, mal di denti, difetti della vista

  • anemie, ipertensione arteriosa

  • nevralgie e nevriti come quella denominata “nevralgia del trigemino”

Queste cefalee sono diagnosticabili dal medico attraverso un’accurata visita clinica e con esami come: elettroencefalogramma, radiografie, ecografie dei vasi sanguigni, esame del sangue. La conseguente terapia sarà allora rivolta, ovviamente, più che al mal di testa alla causa che lo provoca.

Cefalee essenziali (o primarie)
Vengono considerate vere e proprie malattie di cui non sono ben chiare le cause. Costituiscono i mal di testa di gran lunga più diffusi dei precedenti (92% dei casi). Ma non sono tutti uguali. Ce ne sono di quattro tipi, emicrania classica, emicrania comune, emicrania abituale, cefalea a grappolo. Come distinguerli? Facile, in base ai sintomi. Vediamoli.

  • Emicrania classica.  Il dolore è violento e pulsante, spesso inizialmente localizzato in una sola metà della testa per poi irradiarsi a tutto il capo. Nausea con o senza vomito di frequente accompagna l’attacco che insorge generalmente al mattino e raggiunge la massima intensità in un’ora circa. La durata del dolore è variabile dalle 4 alle 24 ore, si ripete alcune volte al mese e, nella metà circa dei casi, è preceduto da particolari disturbi neurologici transitori chiamati “aura emicranica” come: macchie scure, lampi scintillanti, immagini distorte per quanto riguarda la vista, oppure formicolii agli arti o al viso, torpore e spossatezze improvvise.

  • Emicrania comune.  Sicuramente è il mal di testa più frequente ed il dolore quasi sempre è accompagnato da nausea. L’attacco può essere violento e pulsante come il precedente oppure sordo e continuo come “un peso di molti chili sulla testa” ed esacerbato da movimenti, tosse, starnuti, sforzi, luce, tanto che la persona sofferente molte volte sta immobile, sdraiata al buio, lontana dai rumori. Può durare qualche ora, oppure da uno a tre giorni, non ha in genere segni premonitori e si presenta su un lato della testa per irradiarsi poi velocemente a tutto il corpo ed ai muscoli della nuca e delle spalle. La nausea, come già detto, è sempre presente e se la persona riesce a vomitare spesso cessa il dolore. Vi possono essere poi altri sintomi come aumento della lacrimazione oculare con bruciore, sonnolenza, muco nasale, sensazione di capogiro, instabilità nel cammino e modificazione dell’umore. Queste ultime sono caratterizzate da uno stato d’ansia, agitazione, irritabilità e talvolta anche da depressione e apatia.

  • Emicrania abituale.  Il male si presenta al mattino al risveglio in modo sordo ed accompagna (o no) la persona fino al riposo notturno per ripresentarsi nuovamente il mattino seguente e così via per settimane, mesi e purtroppo a volte anche per anni. La nausea spesso non è presente mentre lo è la modificazione dell’umore caratterizzato da una depressione di fondo con irritabilità ed insofferenza a volte contro tutto e tutti.

  • Cefalea a grappolo.  E’ questo il mal di testa più frequente fra gli uomini (mentre i precedenti caratterizzano più le donne) ed è temibile per intensità ed imprevedibilità. Infatti il dolore è violento, improvviso e solitamente localizzato intorno ad un occhio, oppure ad una tempia, con attacchi che si ripetono più volte al giorno (dieci e più) con la tendenza a raggrupparsi in poche ore (da qui il nome “grappolo”). Non vi sono segni premonitori e la persona colpita sente di doversi muovere di continuo ed è prostrata tra un attacco e l’altro anche per una situazione psicologica di “attesa ansiosa”.

Le cure più efficaci.

Vediamo adesso quali sono le armi di cui dispongono la medicina ufficiale e quelle alternative, che sarebbe meglio chiamare “parallele” perché non sono in definitiva alternative alla medicina ufficiale ma possono accompagnarla o integrarla nella cura del mal di testa.

Terapia con farmaci

Si possono somministrare due tipi di farmaci: quelli vasocostrittori, assunti durante il dolore come l’ergotamina e i Beta – bloccanti, oppure l’antiserotonina, il sumatripan, usato in alcuni casi per arrestare gravi dolori alla testa ed ora disponibile anche come spray. Gli uni e gli altri sono efficaci. Sono diversi perché agiscono in modo differente sul mal di testa.
I primi, quelli vasocostrittori, vengono somministrati perché si ritiene che il mal di testa sia causato da una dilatazione abnorme di vasi arteriosi. Infatti in alcuni pazienti affetti da mal di testa si verifica inizialmente un aumento del tono simpatico cioè di quella parte del sistema nervoso responsabile, per esempio, della tachicardia o dell’aumento della pressione arteriosa.
Quell’aumento provoca una costrizione dei vasi arteriosi soprattutto sottocutanei della testa.
Questa sarebbe la fase responsabile dell’aura, dell’agitazione oppure di uno stato generale simile all’ansia, della tensione dei muscoli del collo che può precedere il dolore. Infine segue un “esaurimento” del tono simpatico tale da provocare una dilatazione abnorme degli stessi vasi che porta al vero e proprio dolore alla testa. I farmaci vasocostrittori contrastano quindi l’azione vasodilatatoria che provoca il mal di testa.
Invece il sumatripan, il potente farmaco antiserotonina immesso di recente sul mercato, viene prescritto perché si ritiene che il mal di testa sia causato in alcuni pazienti da un aumento di particolari sostanze appartenenti al sistema nervoso centrale, quindi l’istamina e la serotonina. Il sumatripan contrasta l’azione della serotonina impedendo che essa provochi il mal di testa. Come abbiamo detto l’una e l’altra terapia sono valide. Affrontano le cause del mal di testa su basi scientifiche diverse che attendono ancora precise conferme.

Cura omeopatica

L’approccio omeopatico al sintomo cefalea tende sempre ad individuare i problemi generali della persona, psicologici e corporei, che possono aver prodotto il male al capo. Di conseguenza la cura mira al riequilibrio generale dell’organismo. Vediamo quindi un elenco di rimedi omeopatici utili ad alleviare alcuni tipi di mal di testa. Va segnalato che sono fondamentali i dosaggi ma è compito del medico omeopata prescriverli caso per caso, dopo aver sottoposto il paziente ad un’accurata visita.

  • Aconitum.   E’ il rimedio per i mal di testa improvvisi, violenti, in cui la testa sembra calda e pesante. La persona può essere molto spaventata dal dolore e ha il viso rosso e congesto se è sdraiata ma diviene stranamente pallido se si alza in piedi.

  • Belladonna.   Per i dolori “costrittivi” (“come un cerchio che stringe”), pulsanti, a scomparsa rapida che peggiorano con la luce, i movimenti, i rumori: il sofferente spesso sta seduto al buio.

  • Glonoinum.   Quando c’è la sensazione di avere la testa “come se dovesse scoppiare” questo rimedio è molto utile. Il dolore sale dal collo, è accompagnato da palpitazioni e migliora con il freddo.

  • Bryonia.   Rimedio molto utile nelle cefalee con dolore che va dalla fronte indietro fino alla nuca, anche qui con la sensazione che la “testa scoppi” e aggravato dai movimenti. Spesso c’è secchezza in bocca, stitichezza e l’individuo è molto irritabile tanto che va in collera per un nonnulla.

  • Sulfur.   Adatto nei mali di testa periodici (in genere settimanali) in persone impazienti, reattive, nervose, che si alimentano abbondantemente e con cibi ricchi di grassi. La sensazione più caratteristica è il “bruciore” al vertice del capo e spesso la cefalea è correlata a colite (alternanza a stitichezza – diarrea) e molte volte vi sono anche eruzioni cutanee pruriginose.

  • Pulsatilla.   E’ il rimedio principale per i dolori di testa vicini o concomitanti con le mestruazioni accompagnate da dolori pungenti, pulsanti, migliorati dalla pressione e dall’aria fresca. Il peggioramento invece è dato da ambienti chiusi e dopo aver mangiato cibi grassi. Pulsatilla è adatta anche a donne che sono affettuose, un po’ timide, che si commuovono facilmente, sensibili e che spesso hanno ritenzione idrica alle gambe (caviglie gonfie).

Agopuntura

Che l’agopuntura sia un metodo terapeutico efficace su molti tipi di cefalea è ormai risaputo. Accettata finalmente in Occidente, soprattutto per quanto riguarda il suo effetto anti – dolore, proprio per il mal di testa è spesso indicata anche dai medici per così dire tradizionali. L’agopuntura, però, funziona anche per dolori quali la sciatica, il mal di schiena, le periartriti.

La medicina cinese

Vediamo come affronta il mal di testa il medico esperto in medicina cinese. Poiché la testa è il punto d’incontro di numerosi canali di energia, chiamati meridiani, le cause del mal di testa sono molteplici e dipendenti da disfunzioni energetiche di molti organi.
Secondo i cinesi è possibile raggruppare i vari tipi di cefalea in due classi causali: il “pieno” ed il “vuoto” di energia. Per il “pieno”, la persona sofferente spesso si muove come per “scaricare” l’eccesso di energia e la pressione esercitata sulle zone dolenti aggrava i sintomi. Per il “vuoto”, l’individuo ammalato spesso è immobile, come a voler trattenere dentro di sé l’energia residua: in questo caso la pressione, i massaggi sulle zone dolenti danno sollievo.

Vediamo qualche esempio della cefalea da “pieno”.

Mal di testa da vento freddo. Il fattore climatico vento freddo in inverno, ma anche in estate, può penetrare attraverso la nuca nel capo e “riempire” di energia la zona.
I sintomi sono: localizzazione iniziale del dolore nella parte alta della nuca o sulla fronte con irradiazione successiva a tutto il collo, al vertice della testa, alla zona dorsale tra le scapole, alle spalle. La persona colpita spesso ha brividi, bruciore agli occhi, aumento della quantità di urina, molte volte bianca, poca sete, lingua ricoperta da una patina bianca.

Mal di testa da eccesso di stomaco e milza. Umidità, disordine alimentare, situazioni psicologiche caratterizzate da preoccupazioni eccessive accompagnate da continue “rimuginazioni mentali”, portano ad un eccesso energetico degli organi stomaco e milza. I sintomi sono: mal di testa frontale intorno agli occhi, nausea e vomito, bocca amara, eruttazioni, stanchezza con sensazione di corpo pesante.

Mal di testa da eccesso di fegato. Eccessi di rabbia, collera, soprattutto trattenuta, alimentazione troppo ricca di carni rosse possono causare un aumento dell’energia del fegato, che in genere si esprime con un mal di testa. I sintomi sono: dolore localizzato alla sommità del capo molte volte accompagnato, o preceduto, da vertigini, fastidio alla luce, amaro in bocca, irritabilità, agitazione ed ansia, insonnia, contratture muscolari e, se il disequilibrio dura da molto, unghie fragili e capelli secchi.

Vediamo ora esempi di cefalea da “vuoto”.

Mal di testa da deficit dei reni. Un’alimentazione troppo ricca di sale, uno stato psicologico di ansia, paure immotivate o gli spaventi, il freddo intenso, possono tutti diminuire l’energia dei reni. I sintomi sono: emicrania o cefalea diffusa caratterizzata da dolore sordo e continuo che può essere accompagnato da ronzio alle orecchie, confusione mentale, stanchezza, dolori lombari, sensazione di instabilità nel cammino, freddolosità, urine chiare e lingua spesso pallida.

Cefalea mestruale o premestruale. Mestruazioni particolarmente abbondanti o ritardi mestruali sono le cause dirette di questo tipo di mal di testa che si localizza soprattutto alla nuca o anche diffusamente, provoca confusione mentale, arti freddi, debolezza alle gambe, gonfiori addominali, diarrea, irritabilità.
La terapia, oltre che con agopuntura, si avvale tante volte dell’uso di erbe cinesi disponibili in Italia, consigli dietetici, micromassaggi di punti specifici ai vari tipi di cefalea, moxaterapia (80 somministrazioni di calore attraverso “sigari” o “coni” composti dall’erba artemisia) soprattutto in casi di cefalea da “vuoto”. Facciamo due esempi: nel mal di testa da eccesso di fegato lo scopo è “calmare” questo organo e l’erba più indicata è “tian ma” da bere, dopo aver fatto un decotto con mezzo litro d’acqua la sera dopo cena.
Per quanto riguarda l’alimentazione in questo tipo di mal di testa è consigliabile aumentare nella dieta i cibi che i cinesi considerano agrodolci, come pane integrale, granoturco, limoni, pompelmi, mirtilli, prugne, fermenti lattici, yogurt, pomodori, spinaci, crauti. E ancora: nel mal di testa da deficit renale lo scopo è quello di aumentare l’energia di questi organi ed è utile un decotto da bere nel tardo pomeriggio formato dalle erbe “shu di huang” e “du zhong”. Anche in questo caso l’alimentazione può essere curativa privilegiando nella dieta cibi di sapore amaro come alghe cinesi, rape, ruta, scorzonera, tè, verbena, lattuga, asparagi, mandorle, buccia d’arancia o mandarino, fegato di maiale, caffè.

I rimedi naturali

Da qualche anno è nata nell’ambito delle cosiddette medicine alternative una nuova figura di medico, il “naturopata” o esperto di “medicina naturale”, medico formatosi con svariate tecniche terapeutiche o vere e proprie medicine, quali l’agopuntura, l’omeopatia, la cura con le erbe cioè la fitoterapia, o con i minerali, cioè oligoterapia, la medicina psicosomatica, le metodiche di rilassamento. Il naturopata, oltre a cercare di individuare quale terapia naturale sia più adatta a curare meglio un mal di testa in una persona, possiede un’innovativa metodica diagnostica e curativa insieme: il Vega test. Questo test, non invasivo, rapido e sicuro, fornisce un aiuto prezioso per la cura dell’emicrania, soprattutto per l’individuazione di intolleranze alimentari che possono essere una primaria causa di dolori di testa. In fatti è ormai fuori di dubbio che le allergie o le intolleranze alimentari siano in numerosi casi causa di cefalea, tant’è che una volta individuato l’alimento “incriminato” ed eliminatolo dalla dieta (per lungo tempo nelle allergie, per breve tempo nelle intolleranze) il dolore diminuisce d’intensità e di frequenza. Con il metodo Vega si può scoprire quali cibi creano, per un errore del sistema immunitario, tossicità che via via si accumula nell’organismo fino a causare o favorire, con altre cause, l’emicrania. Da studi clinici sono emersi come più frequenti le seguenti intolleranze in ordine dalla maggiore alla minore: latte di mucca, frumento, cioccolato, uova, arance, pomodori, carne di maiale, soia, tè, caffè.

Queste sono le regole pratiche per calmarlo

Moderazione a tavola, un po’ di sport e un bagno ai piedi fanno scomparire ogni problema

Varie ricerche hanno stabilito quali sostanze possono essere responsabili o favorire la crisi emicranica.

  • L’alcol  può scatenare mal di testa soprattutto in chi soffre di cefalea a grappolo. Nelle bevande alcoliche, come il vino rosso, la sostanza pericolosa per gli emicranici è la tiramina, contenuta anche in cavoli e patate.

  • Per aumentare il sapore nei cibi si usa il glutammato monosodico. Numerosi emicranici sono risultati intolleranti al glutammato monosodico. L’attacco emicranico in questi casi si scatena dopo alcune ore dall’ingestione della sostanza e diete prive del composto sono state di grande aiuto per ridurre intensità e frequenza del dolore.

  • Bevande e alimenti ghiacciati. Mangiando gelati o bevendo bibite molto fredde, soprattutto in quantità e frequenza elevata, si stimolano i nervi sensitivi della zona del palato favorendo così il mal di testa.

  • Caffeina. Questa componente del caffè (ma anche di una note bevanda) può far venire il mal di testa in chi ha una intolleranza che, in genere, si associa a cioccolato e tè che contengono teobromina e teofilina.

  • Sospensione dell’assunzione di sostanze vasopressorie. Provocano cefalea alcuni farmaci usati per l’asma o per alzare la pressione arteriosa quando sono sospesi, specie dopo un uso frequente. Anche il caffè se ridotto bruscamente può provocare mal di testa, come se ci fosse una reazione da “crisi d’astinenza”. La riduzione dev’essere graduale.


Oltre alle sostanze elencate ci sono altri fattori o abitudini che contribuiscono all’insorgere del mal di testa. Ecco quali sono:

  • Aria viziata. Dormire in una stanza chiusa magari senza mai cambiare aria, passeggiare per le vie strette dei centri storici in ore di punta quando sono intasate dalle auto, essere costretti sul lavoro, in automobile, in ambienti angusti a respirare il fumo di sigarette altrui.

  • Sforzi fisici. Il mal di testa può colpire chi passa rapidamente dall’inattività, a volte quasi assoluta, a sforzi fisici intensi. Così si verificano repentini aumenti della pressione arteriosa che unita a polmoni e muscoli poco allenati provocano cefalea.

  • Vita troppo attiva. Trascorrere la giornata a ritmi frenetici, senza interruzioni, porta ad accumulare tensione psichica e fisica. Il mal di testa può essere la conseguenza.

  • Emozioni. La rabbia e la collera trattenute e non “scaricate” non solo dal punto di vista comportamentale ma anche fisico (per esempio facendo sport) sono non rare cause di emicrania.

  • Se il mal di testa si presenta nella tarda mattinata, e soprattutto in coloro che sono abituati a fare colazione solo con un caffè, può essere causato da una diminuzione di zuccheri nel sangue. Vale la pena allora di bere una bevanda con zucchero.


Vediamo adesso alcuni rimedi a base di erbe proposti dalla fitoterapia:

  • Artiglio del diavolo, da usare nelle cefalee “muscolotensive” cioè quei mal di testa caratterizzati da tensione e dolore al collo.

  • Partenio. Utile sia nell’attacco acuto sia come prevenzione anche di nausea e vomito concomitanti il mal di testa.

  • Melissa insieme a tiglio. Erbe per calmare sia il dolore sia la tensione soprattutto in chi soffre di emicrania da stress.


Infine è la volta di suggerimenti e pratiche indicazioni terapeutiche che ci vengono offerti dalle medicine naturali.

  • Cataplasma di argilla. E’ un’applicazione decongestionante e rilassante la muscolatura delle fasce posteriori del collo, la cui tensione spesso causa cefalea. S’impasta dell’argilla verde con acqua fredda e si ricava un fango spalmabile, non troppo liquido, ma della consistenza di un budino. Si stende l’argilla su un pezzo di tela, si applica poi il panno sulla nuca curando che l’argilla sia a contatto diretto con la pelle per un tempo che va dalla mezz’ora alle due ore.

  • Bagno ai piedi. Durante l’attacco di mal di testa, soprattutto quando si ha la sensazione di testa calda, si immergono i piedi in una bacinella di acqua fredda per un po’ (da pochi secondi a uno – due minuti). Si avrà un effetto decongestionante e cerebrale che sarà maggiore se si bagneranno non solo i piedi ma anche le gambe dal ginocchio in giù.

  • Punto di digitopressione. Esiste un punto che nella medicina cinese è molto importante proprio per i dolori della testa, situato tra il pollice e l’indice di entrambe le mani. Quando si ha mal di testa con il pollice e l’indice della mano destra si va a cercare questo punto, in genere molto dolente sulla mano sinistra, e lo si schiaccia tenendolo tra le due dita per due o tre minuti. La stessa operazione va effettuata con la mano sinistra sul punto della mano destra, anche qui per due – tre minuti e ripetendo, ancora una volta a sinistra e quindi a destra finché si sente sollievo.

Dott. Antonio Turetta

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