IMAGE – National Institute of Allergy and Infectious Diseases
Scanning electromicrograph of an HIV-infected T cell. (The image is modified from the original by the NIAID.)

(Italiano – English)
Secondo uno studio pubblicato il 5 gennaio 2018 su The Lancet Infectious Diseases la composizione della flora batterica vaginale è collegata con il rischio di contrarre l’HIV, almeno per quanto riguarda le donne africane.

La scoperta potrebbe permettere di intervenire sulla concentrazione di alcuni batteri riducendo per la donna il rischio di contrarre l’infezione.

All’inizio dell’epidemia di HIV si riteneva che gli uomini fossero maggiormente a rischio di infezione, ma ora le cifre dicono altro: in Africa il 56% delle nuove infezioni da HIV riguarda le donne.

Che la composizione della flora batterica vaginale potesse contribuire alla diffusione dell’HIV era noto, ma ora sono stati identificati alcuni di questi microrganismi.

Gli scienziati hanno controllato, tra il novembre 2004 e l’agosto 2014, 87 donne che erano state infettate con l’HIV e 216 donne non infettate quale gruppo di controllo.

I patogeni le cui concentrazioni sono risultate associate con l’infezione da HIV sono:

Parvimonas species type 1 and type 2,
Gemella asaccharolytica,
Mycoplasma hominis,
Leptotrichia/Sneathia,
Eggerthella species type 1 and
vaginal Megasphaera species.

Le donne di origine africana ed ispanica presentano una maggiore varietà nella flora batterica vaginale rispetto alle donne di origine asiatica o europea.

Questo aiuta la definizione dei livelli di rischio di infezione da HIV, anche se la definizione delle diverse forme di vaginosi e delle relative cause potrà forse aiutare a disegnare future strategie di prevenzione.

Per saperne di più
Evaluation of the association between the concentrations of key vaginal bacteria and the increased risk of HIV acquisition in African women from five cohorts: a nested case-control study
The Lancet – Infectious Dideases
Link…

University of Washington – UW Medicine
Link…

Marco Dal Negro

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