La prima causa di infertilità maschile è l’inquinamento. Secondo i ricercatori negli ultimi 30 anni il numero degli spermatozoi nel liquido seminale si è dimezzato e la tendenza è di continuare a diminuire: nel 60% dei casi il calo è causato dall’esposizione ad agenti inquinanti, soprattutto alle polveri sottili.

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: già il 27 dicembre 2002 un articolo (Link…) del Prof. Dott. Lamberto Coppola e del Dott. Giovanni Andrea Coppola preannunciava una evoluzione di questo tipo.

La fertilità maschile è minacciata anche dall’esposizione a fonti di calore o radiazioni: a questo riguardo, le professioni più a rischio, sempre secondo i ricercatori, sono quella dell’operaio e del cuoco.

Tra le cause di infertilità femminile bisogna ricordare anche l’abuso o un uso poco attento di alcuni farmaci, come l’ibuprofene.

Ma ci sono anche tossicità che interessano i due sessi: negli alimenti o nelle bevande possono essere presenti sostanze altrettanto dannose, a partire dalla stessa plastica che quotidianamente viene usata nel confezionamento.

I cosiddetti disruttori endocrini rompono l’equilibrio tra gli ormoni nel nostro organismo e questo squilibrio si riflette anche sulla sessualità e la capacità di riprodursi degli esseri umani.

La plastica delle bottiglie di acqua minerale, se lasciata al sole nei magazzini, rilascia sostanze che sono a base di estrogeni sintetici, minacciando quindi la fertilità maschile.
E poi ci sono altri fattori già conosciuti, come fumo e alcol.

Ne riparleremo dopo il congresso di Firenze.

Vedi anche
Ambiente, fertilità e sessualità: quali rischi corrono gli italiani del terzo millennio? (27/12/2002)
Link…

Per saperne di più
Primo congresso nazionale sulla procreazione medicalmente assistita
Link…

Marco Dal Negro

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