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Relazione tra Pericolo e Angoscia
Per chiarire l’essenza e la natura dell’Attacco di panico, e scoprirne la struttura, è necessario spiegare la natura e l’essenza dell’angoscia quando è generata da una condizione di reale pericolo. Questo caso semplice ci aiuterà a descrivere più nitidamente l’attacco di panico, il quale è creato da una condizione di pericolo che non appartiene alla realtà esterna, ma alla nostra realtà psicologica interna.
L’angoscia è una condizione di paura generata da qualche cosa che è ignoto o solo parzialmente ignoto.
In sintesi, l’angoscia può manifestarsi in due
condizioni:
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Quando c’è una condizione di reale e attuale pericolo rispetto al quale siamo del tutto impotenti e di fronte al quale non siamo in grado di innescare la benché minima reazione;
2) Quando c’è una condizione reale e attuale di pericolo, che produce in noi un senso di estraneità, di incomprensibilità, che quindi rimanda a qualcosa di insondabile, di ignoto o di assurdo.
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La prima è dunque l’angoscia che si presenta quando la persona si sente già condannata; è una angoscia di morte, che lascia spossato, affranto, inerte la persona, la quale non riesce ad avere nessuna reazione né psichica né reale.
La seconda angoscia è prodotta dalla ragione che, attonita e stupefatta, non riesce a capacitarsi di un evento che oltrepassa i limiti della ragione e del senso morale. E’ ciò che proviamo, anche se in forma ridotta, di fronte all’immensità e alla incomprensibilità dell’universo.
In entrambi i casi, dunque, l’angoscia è un segnale: il segnale della nostra esposizione ad un pericolo. In questi casi il pericolo riguarda la nostra stessa esistenza fisica; e l’angoscia proviene dalla sproporzione tra le nostre capacità di reazione e l’evento atteso.
L’angoscia può essere generata anche da un pericolo che riguarda il nostro Sé. Non si tratta dell’angoscia di fronte ad un evento atteso del mondo esterno che minaccia la nostra integrità fisica, ma un evento che minaccia la nostra integrità psicologica, cioè il senso del nostro valore e della nostra unità psicologica. In questi casi l’angoscia è il segnale di pericolo di fronte a qualcosa che minaccia il nostro Sé.
L’attacco di panico sorge, quindi, di fronte ad una condizione in cui ci siamo messi e che sentiamo come pericolosa.
L’attacco di panico si produce quando la persona, ripetutamente, si mette in una condizione rischiosa (cioè vissuta come rischiosa); quando
cerchiamo di fare qualcosa che oltrepassa ciò che riteniamo sicuro e
stabile. Questo non significa che non facciamo bene a farlo. Tuttavia, bisogna essere più coscienti, se si vuole evitare la sofferenza nei confronti di ciò che è sicuro e stabile.
(Dott.ssa
Silvia Cavalli)
L'armadietto omeopatico casalingo
(del Dott. Turetta)
Quali sono i problemi o le disfunzioni che possono giovarsi di un
intervento omeopatico d'urgenza e, di conseguenza, come dovrebbe essere un ideale
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