|
Da "la Repubblica" del 11-01-2001 leggiamo testualmente:
"I dadi da brodo, scorciatoia delle massaie per insaporire i piatti, potrebbero essere a rischio Bse, la malattia della "mucca pazza". A lanciare il sospetto è Guido Alborghetti, commissario straordinario del governo per gestire l'emergenza."
Ringraziamo Alborghetti per il coraggio.
Preoccupante invece è quanto afferma il direttore del laboratorio di alimenti dell'istituto superiore di sanità, Paolo Aureli: "Il dado di carne non è a rischio mucca pazza poiché è composto da materie prime provenienti da animali che devono essere certificati da veterinari pubblici, quindi gli animali devono essere sicuramente sani".
No, non sani, forse "a norma di legge", che è tutta un'altra cosa.
Secondo Alborghetti in passato esistevano dubbi sul materiale con cui venivano preparati i dadi "ma oggi non più, perché se un dado è fatto con la carne di bovino di età superiore ai 30 mesi questo è stato testato quindi il dado è garantito.
Quanto ai dadi prodotti prima di questi provvedimenti, ha aggiunto il commissario, bisognerebbe sapere da chi è stato fatto e come".
Balle!
perché oggi ancora è stata in realtà testata solo una minima parte dei bovini (al 31/12/2000 1712 test effettuati);
perché i dadi prodotti con bovini non testati saranno sul mercato ancora per mesi o anni;
perché è riconosciuto ufficialmente che i test non danno risultati certi
perché in Francia è stato trovato il primo capo ammalato con meno di 30 mesi
Pur comprendendo la difficilissima posizione in cui si trova Guido Alborghetti, lo invitiamo a continuare sulla strada della chiarezza e del coraggio, se può. Ce n'è proprio bisogno.
|