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Assenza
di evidenza non equivale a evidenza di assenza (11/06/2001)
Sembra
un dialogo del Prof. Balasso, comico di Zelig, ma purtroppo non lo è.
Mentre i consumatori
richiedono ai loro amministratori di lavorare secondo il principio di
"evidenza di assenza", cioè, di fare in modo che la salute (e
quindi il cibo) siano amministrati in modo da avere un'evidenza
dell'assenza di pericolo, gli amministratori continuano a rispondere
di stare tranquilli perchè c'è assenza di evidenza di pericolo, cioè
non si vede un pericolo evidente, che è tutta un'altra cosa. Se
non c'è un pericolo evidente non vuol dire che possiamo stare tranquilli:
per non essere preoccupati bisogna fare un passo in avanti, deve diventare
chiaro, evidente che non c'è un pericolo. Dobbiamo proseguire l'indagine
fino ad evere la tranquillità che il pericolo non c'è.
Sembra
un dialogo tra sordi: da un parte i cittadini, gli amministrati, in
realtà i datori di lavoro, e dall'altra gli amministratori, cioè gli
incaricati dai cittadini di fare quel lavoro che è amministrare, i loro
dipendenti, quindi.
Ricorda
quello che successe a quella parte di nobili che delegarono ai loro
fattori l'amministrazione delle proprie terre senza seguirli nè
controllarli, di modo che gli amministratori si impossessarono di quel
potere che era dei padroni trasformando questi ultimi in sudditi poveri. I
ruoli si erano ribaltati.
E' curioso che il popolo, i cittadini, si stiano comportando prorio
come quei nobili.
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