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Probabilmente è stata la sola stella cinematografica che abbia debuttato
sul grande schermo a quasi 40 anni. Nata a New York il 17 agosto 1892 fu
la prima attrice del mondo a scrivere e recitare in film e commedie
molto esplicite in fatto di sesso; tanto che in America circolava la
battuta secondo la quale la censura era stata inventata per lei. Figlia
di un pugile di professione, Jack West, e di una cameriera bavarese,
Matilda Delker, aveva ereditato dal padre il temperamento battagliero, e
dalla madre, modella per busti, quell'anatomia che avrebbe fatto la sua
fortuna. A soli quattordici anni esordisce nel music-hall e nel 1926
diventa celebre da un giorno all'altro con la sua commedia teatrale
dall'ovvio titolo "Sesso". L'anno dopo si ripete con "Drag" che ha per
oggetto l'omosessualità. La censura inorridì, fece sospendere le recite
per "spettacolo osceno" e lei si buscò otto giorni di carcere. Se li
sciroppò tranquillamente, e quando uscì divenne una celebrità nazionale.
Ingaggiata a caro prezzo dalla Paramount con il suo primo film "Night
after night" sconvolse l'America e si avviò a diventare il bersaglio
preferito dei padri e delle madri di famiglia.
La guerra tra Mae e i censori giunse la culmine nell'estate del 1934,
quando i nuovi tutori della virtù americana se la presero a morte col
suo modo di affrontare un gangster: "E' una pistola che hai lì in tasca
o sei semplicemente contento di vedermi?". Durante la lavorazione di
"Non è peccato", l'Ufficio Censura aveva piazzato un "cane da guardia"
sul set per controllare le battute e i gesti di Mae. E lei trovò un
sistema per dare sui nervi a questo paladino della verecondia. Inventò
una minaccia di rapimento e si fece guardare a vista da una squadra di
guardie del corpo culturiste che la seguivano dappertutto, anche in
camerino, tra una ripresa e l'altra. E mentre il funzionario friggeva di
rabbia, Mae appendeva sulla porta un eloquente cartellino: "Non
disturbare, salvo in caso d'incendio".
In virtù del suo caratterino la West non si scompose per nulla davanti
agli attacchi e continuò a sfornare una provocazione filmica dopo
l'altra e una serie di amori al limite del lecito. Tra l'altro, fu lei a
scoprire Cary Grant e ad imporlo come co-protagonista in "Lady Lou".
Qualunque cosa comunque Mae insinuasse nei suoi film, nella vita privata
era l'anima della discrezione. Si teneva fuori dal vortice mondano di
Hollywood e la si vedeva di rado in pubblico, salvo agli incontri di
pugilato di qualche suo favorito. Ciò nonostante i censori continuarono
a tormentarla fino a quando, nel 1938, la sua casa di produzione, dopo
un lungo braccio di ferro con la "Lega nazionale della decenza", gettò
la spugna e le negò ogni scrittura. Cominciò allora il suo lento
declino, conclusosi con la sparizione definitiva dagli schermi nel 1943.
Ma la vecchia tigre non era ancora domata: nel 1976, alla bella età di
84 anni, decise di tornare al cinema, dirigendo e lavorando in "Sextette"
(Sestetto). Per trovare il protagonista maschile fece appello,
attraverso i giornali di tutti gli Stati Uniti, agli "uomini alti, bruni
e di bell'aspetto". I giovani si presentarono a migliaia per salutare il
suo ritorno sugli schermi. La lavorazione però fu un vero e proprio
dramma: Mae era ormai quasi completamente cieca, non sentiva più niente,
e per camminare, le costruirono apposta un carrellino con quattro
rotelle che un manovale tirava con una corda nella direzione giusta al
momento giusto! Poi, un giorno di novembre del 1980, chiuse per sempre
gli occhi sul suo letto bianco, tondo, sormontato da un soffitto a
specchi. Quel letto di cui per tutta la vita aveva fatto un simbolo ma
nel quale, lasciò scritto, aveva sempre dormito sola, perché non
sopportava che qualcuno la urtasse nel sonno.
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