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La goccia del giorno
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Judy Garland era una bambina di quattro anni nata nel Minnesota quando arrivò a Hollywood nel 1926. Figlia di genitori che lavoravano nell'avanspettacolo debuttò con due sorelle maggiori quando era ancora piccolissima e con il tempo divenne una delle più fulgide stelle della Mecca del Cinema. Il suo era un talento innato: cantava, recitava e ballava come nessuno seppe più fare dopo di lei. La Metro Goldwin Mayer, che l'aveva sotto contratto, si prese però anche la sua giovinezza e la sua salute, costringendola a un tale ritmo di lavoro che Judy divenne, da subito, schiava dei sonniferi e degli eccitanti a un'età in cui le sue coetanee giocavano ancora con le bambole! 
Poiché tendeva ad ingrassare, le propinarono pillole contro l'appetito che eccitavano anche il suo sistema nervoso. Per farla addormentare presto e sfruttare così al massimo le ore di riposo, i medici dello Studio, le somministrarono dei potenti sonniferi che le permettevano di cadere in un sonno profondo in pochi secondi; poi, durante il giorno, per tenerla sveglia, dandole modo di sfruttare tutta l'energia di cui era naturalmente dotata, le facevano ingurgitare pillole eccitanti! Dopo anni di questo trattamento; Judy era un rottame umano, con i nervi a pezzi e... una carriera smagliante!
Ma, nel 1949, la Garland venne licenziata mentre girava il film "Anna prendi il fucile" e la sua parte fu data a Betty Hutton, della quale parleremo, e che finirà in manicomio qualche anno dopo. Judy non era più in grado di sostenere i ritmi massacranti del lavoro e mancava continuamente dal set. Disperata per quella che credeva la fine della sua carriera decise di farla finita e, dopo una terribile scenata isterica con il marito, il regista Vincente Minnelli padre di sua figlia Liza, si chiuse nel bagno della sua villa e rotta una bottiglia di profumo cercò di uccidersi tagliandosi la gola. Venne portata immediatamente in ospedale e si salvò ma la sua carriera non riprese quota, se si esclude il caso isolato di "E' nata una stella" che le fruttò l'Oscar nel 1954. Visto che Hollywood non aveva più posto per lei, Judy si buttò in campo teatrale, dove un pubblico attento ed entusiasta la seguì con amore. Ma anche qui la Garland, con i nervi a pezzi, non mancò di causare sempre più spesso disastri: andò in scena con ritardi da incubo, o ubriaca, oppure non si presentò affatto. La sua ultima apparizione, dopo che il pubblico l'aveva attesa per ore, venne accolta da fischi e lanci di rifiuti. Nel 1969 Judy morì a Londra per abuso di alcol e stupefacenti.

di Alfonso Stagno

 

 

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