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La goccia del giorno
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Johnny Weissmuller aveva appena compiuto i fatidici 50 anni e Hollywood decise di trattarlo come una scarpa vecchia mandandolo in pensione. La Mecca del cinema lo lasciò con un bel po' di problemi sul groppone: non ultimo quello del pane quotidiano. Ma lui non si perse d'animo: si tinse i capelli di arancione per simulare un biondo bruciato dal sole dell'Africa e si mise in giro a vendere prodotti dietetici e piscine. Eppure questo gigante che superava il metro e novanta meritava una sorte migliore. Se non altro perché per dodici lunghi anni, dal 1936 al 1948, era stato il Tarzan più popolare della storia del cinema. Nessun altro "re della giungla" affascinò le platee come fece lui. Figlio di un birraio emigrato dall'Austria e trapiantato in America, Weissmuller era giunto al cinema direttamente dalle piscine olimpioniche. Scoperto da Bill Bachrach, uno dei più quotati allenatori dell'epoca, a soli 17 anni aveva vinto il suo primo campionato di nuoto e in breve divenne anche campione mondiale. Fu il primo che riuscì a fare i 100 metri in meno di un minuto e in pochi anni collezionò qualcosa come cinque medaglie d'oro alle Olimpiadi e 25 record mondiali. Se fosse stato per lui sarebbe rimasto tranquillo a sguazzare in piscina; furono alcuni suoi amici ad indurlo a partecipare ad un concorso - provino per l'interpretazione sul grande schermo del personaggio di Tarzan. Venne subito adottato dalla dorata Hollywood per la quale non doveva fare nulla se non saltare da una liana all'altra, esibirsi ogni tanto in qualche tuffo e tenere in mano la fedele scimmietta Cheeta. La sua "Jane" più famosa fu Maureen O'Sullivan (futura mamma di Mia Farrow, moglie tradita di Woody Allen). Il suo Tarzan però non piacque molto ai bacchettoni dell'epoca: portava un tanga troppo esiguo e, soprattutto, "conviveva" con Jane senza essere regolarmente sposato! Ma ormai il pubblico lo adorava. Diventato una star, Weissmuller fece di tutto per non esporre al pettegolezzo la sua vita privata. Non gli riuscì sempre facile, anche perché era abituato, ogni volta che incontrava una donna gradevole a sposarla dopo aver divorziato dalla moglie precedente. Fu così che collezionò cinque consorti: nell'ordine Bobby Arnst, Lupe Velez, Beryl Scott, Allene Gates e Gertrude Bauman. Da qualcuna delle tante Weissmuller ebbe quattro figli e, per pagare i loro visoni, si adattò alla celluloide. Anche se gli piaceva essere riconosciuto per strada e firmare autografi rimase sempre estraneo alla macchina del cinema. Forse l'unica cosa che gli piaceva davvero era la giungla fasulla di Talula Lake, a nord di Hollywood, dove erano ambientati tutti i film che girò nel perizoma di Tarzan. A dare un certo calore al suo declino fu la sesta moglie, Gertrude che, su consiglio dei medici che ne curavano i disturbi mentali e vascolari, se lo portò ad Acapulco e lì lo coccolò fino alla fine arrivata il 20 gennaio del 1984. Gli ultimi trent'anni di Johnny erano stati molto tribolati ma al momento dell'addio la sorte volle essere pietosa con lui: Weissmuller morì senza sapere che il figlio ingrato, Johnny Junior, aveva appena girao un film erotico dal titolo "Tarzan la vergogna della giungla". Una pellicola immondizia che non ebbe il potere di infrangere il suo mito.

di Alfonso Stagno

 

 

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