Sulla base delle tabelle
precedenti e sulla base della disponibilità sul nostro mercato di materiali provenienti
dalla ricchissima tradizione italiana del buon costruire, purtroppo oggi molto appannata,
ma anche di alcuni prodotti innovativi che un numero crescente di aziende mette
coraggiosamente in produzione è possibile, anche in Italia, tracciare un primo schematico
elenco di malteriali "consigliabili" per la realizzazione di edifici che
rispondano a requisiti di bioecologicità.
Occorre poi accompagnare i materiali individuati con indicazioni sulla scelta corretta e
sui criteri di applicazione.
Questo elenco non vuole avere nessuna pretesa di sistematicità ma anzi riguarda
essenzialmente i materiali base, in genere presenti in un cantiere edile, cercando di
contribuire al superamento della genericità e dell'approssimazione degli ormai numerosi
messaggi presenti sulla stampa sul tema della bioedilizia.
I materiali per fondazioni e
opere strutturali
Il cemento
In bioedilizia si
consiglia di ridurre ai minimi termini l'uso di questo materiale per le sue specifiche
caratteristiche fisico tecniche: mantiene a lungo l'umidità, ha scarsa
traspirabilità,
elevata conducibilità ed è inoltre facilmente aggredibile dagli agenti atmosferici,
richiede quindi complesse opere di isolamento termoacustico e l'utilizzo di additivi
chimici specifici di forte impatto ambientale.
Il calcestruzzo armato, d'altro canto, è sia per motivi normativi che pratici la
soluzione piò consigliata per realizzare fondazioni e alcuni elementi strutturali.
In bioedilizia si consiglia quindi l'utilizzo di cemento
puro, in cui sia certificata l'assenza di radioattività e la non addittivazione in fase
di produzione con materie seconde spesso provenienti da scarti di altre lavorazioni
industriali o in fase di confezionamento del calcestruzzo con prodotti chimici di sintesi.
Questi requisiti si trovano più facilmente nel cemento bianco che è quindi da preferire.
Il
ferro
Anche
per l'altra componente del calcestruzzo armato, il ferro, esistono motivi
per consigliare un uso moòto limitato. La forte presenza di componenti
metalliche in un edificio, soprattutto se in forma reticolare, ha infatti
due potenziali effetti negativi: effetto Faraday, ovvero squilibrio fino all'annullamento del campo
elettromagnetico naturale proveniente dal suolo e dal cosmo ed effetto
antenna nei confronti del sempre più massiccio inquinamento
elettromagnetico artificiale presente oggi nelle aree urbanizzate e
prodotto da linee ad alta tensione, trasmettitori radio e tv,
installazioni radar, ponti radio, satelliti, ecc.
Secondo
alcuni studi le alterazioni del campo elettromagnetico naturale e
l'aumento dello stress elettromagnetico prodotto da fonti artificiali
determinano interferenze con il funzionamento cellulare degli organismi
viventi fino ad innescare processi di degenerazione cellulare.
In
bioedilizia si consiglia quindi che l'acciaio tondo ad aderenza migliorata
sia ad alta resistenza per limitarne la quantità o meglio ancora
realizzato in acciaio inox che, per la sua particolare microstruttura, ha
valori particolarmente bassi di permeabilità magnetica e consente quindi
di eliminare le azioni di disturbo al campo elettromagnetico naturale
proprie degli elementi metallici in particolare se reticolari.
I
materiali per le murature e opere strutturali
L'argilla
Per i motivi
addotti parlando di cemento e ferro si deduce che le murature portanti siano la soluzione
tendenzialmente preferita per gli edifici fino a tre piani. Daltra parte, per
diversi motivi, sono ecologicamente poco consigliabili edifici molto sviluppati in
altezza.
Dal punto di vista bioecologico la preferenza nella scelta di elementi per muratura deve
andare allargilla materiale presente nel nostro ambiente in quantità consistenti in
modo molto diffuso. I manufatti in argilla sono dotati di grandi capacità di
traspirazione e di isolamento acustico; l'argilla costituisce, per le sue caratteristiche
di assorbenza e di inerzia termica, un ottimo volano termoigrometrico in grado di creare
un clima abitativo ideale: se correttamente dimensionato, accumula e irraggia nuovamente
il calore radiante prodotto all'interno delle abitazioni e tende ad equilibrare l'umidità
relativa dell'aria interna. Queste caratteristiche sono maggiormente presenti nell'argilla
cruda e cioè nel materiale semplicemente essiccato e non cotto in fornace a temperature
molto alte. Blocchi argilla cruda, per murature ovviamente non portanti, vengono oggi
riproposti anche in Italia e rappresentano una soluzione ideale quando si possono
realizzare strutture portanti i legno.Il laterizio
è invece indicato, anche in zona sismica, per le murature portanti che dovranno essere,
per ottimizzare le loro proprietà, monolitiche e di forte spessore.
L'argilla per essere biologicamente compatibile non deve essere addittivata con materie
seconde, come invece spesso avviene, e, in caso di porizzazione finalizzata ai
miglioramento delle prestazioni termocoibenti dei laterizio, i materiali aggiunti
all'argilla dovranno essere di origine vegetale o minerale come nel caso della polvere di
legno, della perlite o di prodotti di scarto della produzione agricola come la pula di
riso, mentre si dovranno escludere i materiali derivati dalla sintesi petrolchimica come
il polistirolo, materiale privo di sostenibilità ambientale.
Il legno
E
insieme allargilla il materiale base per la costruzione bioecologica.
E infatti in assoluto in edilizia la materia prima più rinnovabile oggi disponibile
anche se soprattutto in Italia, il suo uso si è fortemente ridotto negli ultimi decenni a
seguito di interventi di impoverimento del patrimonio forestale nazionale molto
precedenti a quelli, tanto condannati, in corso nel terzo mondo. Ha caratteristiche fisico
tecniche che ne fanno un materiale perfettamente idoneo a creare luoghi di abitazione
vitali ed equilibrati. Ha ottima resistenza meccanica, forte potere termocoibente, grande
igroscopicità e quindi capacità di regolare l'umidità relativa degli ambienti,
elevata temperatura superficiale. Non è un caso che il legno, anche se spesso usato in
modo poco corretto, sia il principale materiale da costruzione nei paesi più avanzati del
mondo come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e tutto il centro e nord Europa.
Per tornare ad essere un materiale primario anche in Italia, sarebbe ovviamente necessaria
una seria politica di forestazione produttiva in un territorio come il nostro per altro
fisicamente ideale per questo orientamento produttivo. Ciò non toglie che, soprattutto
nel nord Italia, vista la relativa vicinanza a paesi produttori ed esportatori di legname
come l'Austria, il legno possa tornare ad essere usato in maniera sostanziale e non solo
in. maniera formale e nostalgica.
Sono
in questo caso necessari chiarimenti essenziali sul suo approvvigionamento e sul suo uso.
Il legno da usare in un'ottica di rispetto dei criteri della sostenibilità ambientale
deve essere preferibilmente di produzione locale, scelto favorendo le specie a rapido
accrescimento come il pino, labete, il pioppo, lontano, la robinia, ecc. deve
provenire da taglio selettivo e quindi da forestazione produttiva o da attività di
riciclaggio.
Vanno quindi evitati innanzitutto i legnami esotici che in genere provengono da
deforestazione ma che nella migliore delle ipotesi hanno richiesto per il trasporto per
mare sprechi energetici inaccettabili e trattamenti con antiparassitari fortemente tossici
in fase di lavorazione e di uso.
Per l'incidenza dei trasporti e per il rischio dei trattamenti antiparassitari sono poco
consigliabili in genere i legnami di produzione extraeuropea.
Le migliori prestazioni di questo materiale si ottengono rispettando i tempi di taglio
(luna piena), di stagionatura secondo criteri naturali e di controllo della sua umidità
che per evitare le deformazioni e lo sviluppo di funghi deve essere inferiore ai 15/18%.
Va ovviamente molto esplicitamente chiarito che il legno perde le sue principali
caratteristiche e può addirittura trasformarsi in un materiale pericoloso per
lambiente e per la salute umana se viene trattato con prodotti derivati dalla
sintesi petrolchimica come impregnanti per luso all'esterno, collanti e vernici
protettive ricchi di formaldeide, solventi e alti prodotti di provata tossicità. Questi
prodotti, oltre a determinare un pericolo in fase di produzione e di applicazione per gli
addetti, tendono a rilasciare composti volatili nei primi mesi dopo la posa ma soprattutto
modificano le prestazioni proprie del legno come nel caso delle vernici poliuretaniche per
i pavimenti che inevitabilmente annullano le doti di igroscopicità del legno stesso. Se
necessario, i trattamenti per la protezione e la cura del legno possono essere realizzati
con prodotti di derivazione vegetale o animale come l'olio di lino, le resine di conifera,
le essenze di agrumi, la cera d'api e molti altri.
I semilavorati (i compensati, listellari, multistrati ecc) richiedono sempre luso di
collanti più o meno dipendenti dallindustria petrolchimica ed in particolare dalla
formaldeide prodotto di riconosciuta pericolosità onnipresente nei lavori di protezione
ed incollaggio del legno. Luso di questi prodotti non è normato in Italia , ma
esiste una classificazione tedesca che consente di riconoscere con la sigla "E1"
quei semilavorati in cui il contenuto di formaldeide è stato ridotto ai minimi termini.
Il
cemento
Il cemento viene utilizzato anche per la realizzazione di blocchi per muratura che hanno
ovviamente tuffi i limiti della materia prima con cui sono realizzati e lunico
pregio del basso costo. Più interessanti dal punto di vista bioedile sono i blocchi per
muratura realizzati con cemento unito a elementi diversi come le fibre di legno
mineralizzate, l'argilla espansa, la polvere di alluminio. Quando la qualità del cemento
è certificata questi blocchi, pur non raggiungendo nei complesso le qualità
dell'argilla, hanno buone prestazioni dal punto di vista dellaccumulo termico, della
coibenza, della traspirabilità, della resistenza al fuoco.
La
pietra
Anche Io pietra è un materiale storicamente utilizzato in modo molto
diffuso ma, per motivi principalmente legati al notevole impatto
ambientale derivante dalla cavazione, il suo uso è tollerabile solo per
limitati interventi decorativi, per interventi di recupero o quando il
materiale provenga da riuso di elementi provenienti dalle demolizioni. E’
in ogni caso poco consigliabile utilizzare questo materiale quando ha un
forte contenuto di radioattività naturale come nel caso della maggior
parte dei graniti o delle pietre di origine vulcanica come il tufo.
I materiali per le finiture superficiali
La
calce
Anche la calce appartiene ai gruppo dei materiali 'base' della bioedilizia. Possiede
infatti ottime qualità biologiche, diffusa reperibilità, basso contenuto energetico in
fase produttiva. Viene usata come legante per malte e intonaci e come componente per
pitture. In entrambi i casi garantisce alle murature trattate ottime doti di
traspirabilità.
La calce eminentemente idraulica (silicato di calcio, silicato bicalcico), quando non è
frutto di trasformazioni industriali del cemento ma è di origine naturale così come la
conoscevano i romani ai tempi delle loro grandi opere di ingegneria, può molto spesso
sostituire il cemento nei massetti, nei sottofondi, negli intonaci rustici garantendo a
queste opere maggiore traspirabilità, assorbenza, coibenza, doti fondamentali soprattutto
negli intonaci per garantire regolazione termoigrometrica e quindi condizioni
microclimatiche interne positive ed equilibrate.
Il grassello di calce o calce spenta (idrato di calcio) è invece il materiale base per i
lavori di finitura e soprattutto per gli intonaci dove garantisce in modo coerente il
completamento del pacchetto di muratura secondo i criteri già esposti ovvero quelli della
regolazione termoigrometrica e della traspirabilità e insieme risultati estetici, nelle
innumerevoli varianti di grande pregio offerte dalla tradizione costruttiva regionale
italiana.
Il
gesso
Il gesso naturale, da non confondere con il gesso chimico che lha progressivamente
sostituito nei cantieri, ha buone caratteristiche dal punto di vista bioedile ed è quindi
consigliabile per interventi di alto valore decorativo nelle finiture dinterni.
I
materiali da copertura
L'argilla
La bioedilizia propone un'immagine della casa assimilabile a quella di un organismo
vivente che deve necessariamente essere protetto da una pelle impermeabile ma traspirante
che gli consenta uno scambio continuo tra interno e esterno. La nostra pelle da questo
punto di vista è un prodotto eccezionale. Imparare dalla natura quindi e preferire per le
coperture quei materiali che hanno queste caratteristiche ovvero in particolare quindi di
nuovo l'argilla cotta che, per le sue ottime proprietà, se viene garantito il rispetto
delle attenzioni esposte precedentemente, è da consigliare anche per la realizzazione di
tegole.
Il
metallo e il cemento
Le coperture metalliche o quelle in cemento sono meno consigliabili per i motivi già
esposti.
I
materiali da pavimentazione e da rivestimento.
Il
legno e l'argilla.
In questo campo la tradizione produttiva italiana è veramente di grande qualità e
ricchezza tecnica e formale. Escludendo ovviamente i materiali sintetici, i materiali per
la pavimentazione ed il rivestimento sono in bioedilizia sempre
principalmentete quelli
già più volte ricordati che per questo possono essere considerati dei veri archetipi del
costruire nonostante i numerosi tentativi di sostituirli. Il legno e l'argilla sono
infatti onnipresenti in questo settore in forma di parquet e di piastrelle in cotto, gres,
klinker, ceramica. Uno spazio marginale occupano invece i pavimenti tessili in fibre
vegetali (cocco, sisal ecc.) o animali (lana) che per i problemi igienici legati
allaccumulo di polvere, acari e altri microrganismi vanno usati con molta
parsimonia. Per quanto riguarda il legno valgono ovviamente le considerazioni già fatte
sul suo trattamento. Un parquet verniciato con una vernice poliuretanica perde molte
caratteristiche proprie dei legno e diventa oggettivamente un pavimento 'sintetico'. Per
quanto riguarda la ceramica va ricordato che le altissime temperature di cottura a cui
largilla è sottoposta determinano una vetrificazione del materiale che gli fa
perdere le sue doti di assorbenza e traspirabità in cambio di una, a volte necessaria,
impermeabilità. Piccole superfici impermeabili all'interno di una costruzione non
alterano ovviamente le sue caratteristiche complessive. Va ricordato comunque che
l'industria ceramica italiana ha un forte impatto ambientale determinato soprattutto dai
prodotti utilizzati per la decorazione, spesso coloranti sintetici o a base di metalli
pesanti pericolosi. Una scelta di sobrietà può quindi aiutare i fiumi e i suoli delle
zone di produzione.
I
materiali coibenti
Il consistente impiego di materiali
non rinnovabili, il costo energetico della produzione, l'elevato impatto ambientale, la
tossicità dei composti chimici contenuti, questi e altri motivi concorrono a determinare
un bilancio ecologico molto negativo per i materiali per la coibentazione termoacustica di
origine petrolchimica.
Le doti richieste dalla bioedilizia ad un materiale per la coibentazione termoacustica
sono: la traspirabilità, ligroscopicità, la resistenza al fuoco, a muffe, funghi,
insetti, roditori senza lutilizzo di prodotti sintetici, lassenza di odore,
lassenza di radioattività, la capacità di essere elettricamente neutro, la
sostenibilità ambientale.
Materiali coibenti
vegetali
Il
sughero
Il sughero viene prodotto dalla corteccia di una pianta mediterranea, la quercia da
sughero (quercus suber) Questa pianta ha la particolarità di produrre una corteccia
composta da un tessuto cellulare spugnoso, morbido e resinoso costituito da milioni di
alveoli che si stratificano lentamente, la corteccia, una volta asportata, si riproduce
nell'arco di 10 anni. Dalla polpa pulita della corteccia si ricava un granulato che, con
diverse sezioni, può essere utilizzato senza ulteriori lavorazioni come ottimo materiale
coibente in intercapedini di murature, pavimenti e coperture oppure, legato con calce o
vetrificanti minerali specifici, nei massetti sottopavimento. Il granulato di sughero può
altresì essere agglomerato in pannelli per leffetto combinato del calore e della
compressione. Per essere di buona qualità il sughero granulare deve essere privo di
residui legnosi, di terra e di polvere, elementi questi che favorirebbero l'insorgere di
muffe. Il sughero in pannelli non deve essere legato con colle sintetiche che oltre alla
loro pericolosità (cessione di formaldeide) riducono fortemente le qualità principali
del materiale ma dalle capacità autocollanti della suberina, la parte resinosa del
materiale, che sottoposta a colore si scioglie legando naturalmente i granuli a
raffreddamento avvenuto. I pannelli di sughero tostato o espanso hanno ottime capacità
coibenti, non impiegano colle sintetiche che ma l'alta temperatura a cui la materia prima
viene sottoposta brucia la suberina e il tannino liberando benzopirene prodotto naturale
ma tossico e dall'odore sgradevole . Anche nel caso del sughero sono quindi fondamentali
le certificazioni e il control lo di qualità sul prodotto. In sintesi il sughero è un
ottimo materiale coibente per la bioedilizia solo se proviene da pura polpa di corteccia
di sughero priva di ogni elemento estraneo, ventilata ed eventualmente aggregata in
pannelli per effetto combinato di solo calore e compressione, In questo caso le sue
caratteristiche sono lottimo potere coibente termico e acustico, la grande
traspirabilità, l'impermeabilità, l'inattaccabilità da insetti e roditori.
I pannelli di legno mineralizzato
Con le fibre di legno (in genere di
pioppo, pianta a rapido accrescimento vengono realizzati pannelli con ottime qualità
bioedili, Il processo produttivo si basa sull'utilizzo di ossisolfato di magnesio
(magnesite caustica e solfato di magnesio) sostanza che impregna, lega e mineralizza le
fibre del legno. Un impasto di fibre di legno e ossisolfato di magnesio viene sottoposto
ad alta temperatura e compressione e quindi formato in pannelli. In questo modo il legno
perde le parti organiche deperibili e si mineralizza assumendo oltre alle sue già note
proprietà di coibentazione termica e acustica, di traspirabiiità, di igroscopicità e di
inattaccabilità da insetti e roditori, un ottima resistenza al fuoco.
I
pannelli in fibra di legno
Dagli scarti delle segherie (riciclaggio di cortecce e rami di conifere non trattate
chimicamente) proviene la fibra di legno, materia prima per la produzione di pannelli
coibenti, le fibre di legno vengono aggregate senza compressione per effetto del potere
collante della lignina resina naturale presente nella fibra stessa. ]I prodotto ottenuto
è completamente biodegradabile e riciclabile e si presta ottimamente a diversi impieghi
nella coibentazione termica e acustica di pavimenti, pareti e coperture.
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Fibra di cellulosa riciclata
Altro materiale con buone capacità di coibentazione termoacustica e con l'ottimo
pregio della provenienza da riciclaggio è la fibra di cellulosa ottenuto mediante una
speciale tecnica di trasformazione della carta dei quotidiani che, grazie all'utilizzo di
componenti minerali naturali in genere sali di boro), la rende non infiammabile,
inattaccabile dalle muffe, dai roditori e dagli insetti. Il materiale viene insufflato
nelle intercapedini di pareti e coperture.
Fibra di cocco, di iuta, di
cotone, di lino
Ancora poco diffusi ma indubbiamente interessanti per le loro caratteristiche ecologiche
materie prime rinnovabili, riciclabilità ecc.) e per le loro doti di coibentazione sono i
materiali derivati da altre fibre vegetali come il cocco, la iuta, il cotone, il lino.
Naturalmente questi materiali devono essere accompagnati da adeguate garanzie e
certificazioni riguardo alla loro provenienza da coltivazioni in cui non si sia fatto uso
di prodotti chimici.
Materiali coibenti di origine
animale
Lana di pecora
Grazie
alla sua particolare microstruttura la lana di pecora si propone come ottima e naturale
alternativa alle fibre minerali per l'isolamento termico ed acustico. Oltre alle doti di
coibenza e traspirabilità la lana ha grandi doti di igroscopicità, è cioè in grado di
assorbire acqua fino ai 33% del suo peso senza apparire umida e di cedere lentamente
l'acqua assorbita svolgendo quindi in modo ottimale il compito di equilibrare l'umidità
relativa dell'aria. La lana è una materia prima rinnovabile e riciclabile con un
bassissimo bilancio energetico (energia immesso in fase produttiva).
Materiali coibenti minerali
Alcune
materie prime minerali hanno caratteristiche fisico tecniche interessanti per un loro uso
in bioedilizia, ovviamente se non addittivate con prodotti sintetici di derivazione
petrolchimica.
Calcio silicato
Lidrosilicato
di calcio è un materiale poroso, prodotto in autoclave partendo da sabbie silicee, calce
idraulica e una piccola percentuale di fibre di celluliosa con funzione di rinforzo. Con
questo materiale si realizzano pannelli leggeri, molto resistenti a compressione, di
grande precisione dimensionale e di facile lavorabilità, ininfiammabili e molto
resistenti al fuoco, privi di radioattività e di emissione di polveri o altri agenti
irritanti, traspiranti e riciciabili (per la produzione di cls).
Vermiculite, perlite
Si
ottengono attraverso la frantumazione e la successiva espansione per effetto di alte
temperature di minerali micacei per la vermiculite e di una roccia vulcanica per la
perdite. Si possono usare a secco come riempimenti in intercapedini ma soprattutto come
inerte per intonaci leggeri coibenti con buone prestazioni di coibentazione termoacustica.
Va garantita l'assenza di radioattività. Anche se di origine naturale sono invece poco
consigliabili in bioedilizia, se non in casi molto particolari, i materiali coibenti
minerali a conformazione fibrosa.
Fibre minerali: lana di roccia, lana di vetro, amianto.
La pericolosità delle microfibre, dopo decenni di uso indiscriminato, è oggi ormai
purtroppo chiara a tutti per quanto riguarda l'amianto per la sua provata pericolosità.
Grande attenzione va comunque rivolta anche all'uso di alti prodotti minerali fibrosi che
possono liberare nell'aria dell'ambiente microfibre particolarmente irritanti per le
mucose dell'apparato respiratorio. Nella produzione e nel confezionamento in pannelli di
questi materiali sono per altro utilizzati prodotti collanti di origine petrolchimica.
Pitture,
vernicí, collanti
I
materiali per il trattamento e la finitura superficiale di legno, intonaco, ferro così
come i prodotti per l'incollaggio sono in genere i più dipendenti dall'industria
petrolchimica. Oggi in questo settore produttiva vengono utilizzate circo 40.000 sostanze
chimiche diverse che molto spesso vengono introdotte sul mercato senza una analisi attenta
del loro grado di tossicità per gli esseri viventi e del loro impatto ambientale. Le
conseguenze, a livello di impatto dellintero settore produttivo, sono evidenti; meno
evidente è stata fino a pochi anni fa la pericolosità dei materiali di derivazione
petrolchimica per la vivibilità degli ambienti chiusi, dove anche livelli di
cessione di composti pericolosi molto bassi - per ogni singolo materiale - determinano per
sinergia una miscela nociva.
In questo settore la bioedilizio propone il ritorno a materie prime collaudate dall'uomo
in centinaia a volte migliaia, di anni di impiego, a volte reinventate attraverso un
aggiornamento tecnologico, quello della cosiddetto "chimica dolce'. Le materie prime
utilizzate dalle ditte produttrici di materiali bioedili sono poche (circa 150) e sempre
dichiarate, secondo una sorta di codice etico che richiede la massima trasparenza sulla
biografia del prodotto:
resine vegetali (dammar, pino, larice, colofonia ... ), oli vegetali (lino,
tung, cartamo,
soia, germe di mais
), cere vegetali (carnauba, condelilla del Giappone ..), gomme e
colle vegetali (dragonite, gomma arabica, lattice di gomma
), spiriti vegetali( olii
essenziali di agrumi, olio di rosmarino, alcool
), colorannti vegetali (reseda,
indaco, alizarina, catecù, campeggio, verzino
), prodotti di origine animale (cera
dapi, cocciniglia, gommalacca, caseina
), sostanze minerali naturali elaborate
(gesso, talco, ocra, terre coloranti, farina fossile, bianco di titanio, borace ...)
I materiali per limpermeabilizzazione
Argilla, cere, oli
Le
tecniche costruttive bioedili riducono ai minimi termini limpiego di materiali
impermeabilizzanti, favorendo al contrario la massima permeabilità degli elementi
costruttivi di un edificio. I materiali di copertura e di protezione superficiale delle
murature sono le tegole e gli intonaci, per natura traspiranti ed idrorepellenti.
In
casi particolari si può altresì ricorrere a materiali naturali che possiedono
caratteristiche di impermeabilità, come largilla, le cere, gli oli. Con
largilla, e in particolare con certi tipi specifici di argilla (come la bentonite9,
si possono realizzare strati impermeabili per proteggere fondazioni e murature contro
terra in presenza di acqua. Con le cere e con gli oli si possono impregnare particolari
carte di cellulosa o fibre riciclate, che si trasformano in guaine idrorepellenti per
limpermeabilizzazione sottotegola di copertura falda.
I materiali per la distribuzione e lo smaltimento dell'acqua
Argilla, acciaio
In
questo settore i materiali sintetici hanno quasi del tutto soppiantato i materiali
naturali. Il PVC che imperversa nei nostri cantieri, comincia ad essere sconsigliato
in molte nazioni europee per la sua pericolosità e per la non
riciclabilità. Le
soluzioni proposte dalla bioedilizia fanno di nuovo riferimento allargilla come
materia prima di base per la realizzazione di tubi in gres per lo smaltimento
dellacqua, che godono di un ecobilancio decisamente più favorevole. Per la
distribuzione è da preferire lacciaio inox, per le sue doti di garantita
igienicità, in alternativa allacciaio zincato.
Il
confezionamento dei materiali e la gestione del cantiere
Un'attenzione particolare merita il tema dellimballaggio dei materiali per
ledilizia. Se materiali naturali ed ecocompatibili vengono confezionati in
contenitori non riciclabili e non biodegradabili, si corre il rischio di vanificare le
qualità del contenuto con un contenitore pericoloso per l'ambiente. Alcune ditte
produttrici di materiali bioedili utilizzano sistemi di confezionamento e imballaggio
ecocompatibili, altre non ancora; questa attenzione è di grande importanza.
Altro forte rischio di, incoerenza
si corre se in una costruzione bioedile, dove si fa uso di materiali a qualità ecologica
controllati, la gestione del cantiere non è coerente alla realizzazione. Tutti conoscono
le pratiche in uso corrente presso ogni cantiere edile: spreco di acqua, combustione di
rifiuti delle lavorazioni (che spesso contengono materiali sintetici), interro di detriti
e di scarti in occasione delle opere di sistemazione esterna. Di fatto, il cantiere si
trasforma in una discarica incontrollata. In un cantiere bioedile pratiche come l'interro
o la combustione vanno totalmente sostituite dalla raccolta differenziata, finalizzata a
favorire l'eventuale riciclo o il corretto smaltimento. Per ridurre il consumo d'acqua si
dovrebbero eliminare tutte le fonti di spreco e provvedere alla raccolta dellacqua
piovana, utilizzabile in quelle lavorazioni - e sono quasi tutte - che non richiedono
l'impiego di acqua potabile.
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Sulla base dell’esito della prova
viene redatta a cura di ANAB-IBO-IBN una certificazione circostanziata con
una relazio completa dei dati ottenuti.
Si farà riferimento in particolare a discipline quali fisica, edilizia,
tossicologia umana e dell’ambiente , ecologia, comportamento
elettrostatico, processi biomedici, estetica, radioattività, così come
alla qualità delle informazioni relative al prodotto e delle norme di
utilizzo, ai sistemi di imballaggio, ecc.Ai prodotti certificati viene
assegna un marchio di qualità che consente alle aziende produttrici di
evidenziare il loro impegno tecnologico e ai consumatori di riconosce i
prodotti di qualità.
I prodotti contrassegnati con il marchio ANAB-IBO-IBN vengono inseriti con
evidenza nel repertorio dei materiali pel la bioedilizia che ANAB
realizzerà ogni anno e consigliati ai committenti, alle aziende, ai
progettisti e aglii uffici pubblici come valide alternative ai materiali
convenzionali. Questa attività ha l'obbiettivo di favorire ed accelerare
progressivi miglioramenti della qualità ecologica del singolo prodotto
valutato e più in generale dei prodotti per l'edilizia in ltalia.