My Best Life: un aiuto per vivere meglio - Home page Siti "ospiti" di Mybestlife: istruzioni per l'uso
    un aiuto per vivere meglio

Salute

Ambiente

Gola

Musica

Ridere

Home

 

 

 A  R  C  H  I  T  E  T  T  U  R  A      B  I  O  C  L  I  M  A  T  I  C  A Ambiente Costruito home page

 

 

Melbourne: Federation Square e il Labyrinth

 

Uno spazio pubblico coperto è stato realizzato con tecnologie passive di raffrescamento

 

di Angela L. M. Alessi

 

 

Fig. 1 Veduta aerea di Melbourne: con l'inserimento del progetto

 

L'Australia: la storia e la Federazione
"...Sentì parlare del dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l'Australia e che gli europei chiamano Piste del Sogno o Vie dei Canti e gli aborigeni Orme degli Antenati o Via della legge. I miti aborigeni sulla creazione narrano di leggendarie creature totemiche che nel Tempo del Sogno avevano percorso in lungo e in largo il continente cantando il nome di ogni cosa in cui si imbattevano, uccelli animali piante rocce pozzi, e col loro canto avevano fatto esistere il mondo.
…l'Australia è tutta un luogo sacro…
Ferire la terra è ferire te stesso, e se altri feriscono la terra, feriscono te. Il paese deve rimanere intatto, com'era al Tempo del Sogno, quando gli antenati col loro canto crearono il mondo.
…Gli aborigeni si muovevano sulla terra con passo leggero; meno prendevano dalla terra, meno dovevano restituirle....
"
Bruce Chatwin, "Le Vie dei Canti, Adelphi, 1988-95.
La storia d'Australia, quella insegnata nelle scuole, inizia nel 1770 con l'arrivo di James Cook a Botany Bay, l'odierna Sydney (all'estremità sud orientale dell'Australia), il quale prende possesso di tutta la costa orientale della grande isola in nome del re d'Inghilterra.
Nel 1788, il capitano Arturo Philip entra a Port Jackson, ovvero il Sydney Harbour (la Baia di Sydney) con un gruppo di deportati inglesi e fonda il New South Wales: "...la Corona Britannica mandò a servire in Australia più di 160.000 tra uomini, donne e bambini. Fu il più grande esilio forzato mai messo in atto da un governo europeo nella storia moderna... Nessun'altra nazione ebbe una nascita simile e le doglie del parto cominciarono, si può dire, nel pomeriggio del 26 Gennaio 1788, allorché una flotta di undici vascelli con a bordo 1030 persone, di cui 548 prigionieri e 188 prigioniere...entrò a Port Jackson..." (Robert Hughes, "La riva fatale. L'epopea della fondazione dell'Australia", Adelphi, 1995).
La formazione di colonie autonome avviene successivamente: il Western Australia nel 1829, il South Australia nel 1836, il Victoria nel 1851, il Queensland nel 1859, il Northern Territory nel 1911. Nel 1855, con un atto del Parlamento Britannico, viene creato un Governo Federale e nel 1901 le sei Colonie australiane si uniscono in confederazione in nome del Commonwealth d'Australia e decretano il primo atto d'indipendenza dall'Inghilterra. 

 

 

Fig. 2 Veduta aerea di Melbourne: con l'inserimento del progetto

 

L'Australia è tutt'oggi uno stato federale il cui capo di stato è la regina Elisabetta d'Inghilterra, rappresentata in loco da un Governatore Generale. Solo l'anno scorso (1999) gli australiani, specialmente quelli non residenti nelle grandi città (Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth), hanno confermato la loro fiducia alla regina, rifiutando la repubblica e votando per la monarchia. Il 'Servilismo culturale" all'Inghilterra (R. Hughes, op. cit.) che sembra alquanto evidente, ha una ragione curiosa che lo scrittore Robert Hughes ha identificato in tutta la sua spettacolarità: "...l'idea di una 'macchia del forzato', di una lordura morale che intrideva la stoffa di cui eravamo fatti (R. Hughes è nato in Australia), già verso il 1840 dominava qualsiasi discussione sull'identità australiana ed era la principale figura retorica usata dagli abolizionisti. Costoro infatti protestavano non in nome di un Australia indipendente, ma come cittadini britannici che si sentivano compromessi nella loro onorabilità dal perdurare della deportazione. Cittadini britannici trapiantati, ma sempre cittadini britannici plus royalistes que la reine...". C'è da aggiungere, e senza ombra di dubbio, che nonostante "le curiose origini, la storia postcoloniale dell'Australia fu una clamorosa smentita alla teoria dell'ereditarietà del comportamento delinquenziale. Da una comunità formata da individui scelti ad uno ad uno per decenni unicamente per le loro inclinazioni criminali, era nata una delle società più disciplinate del mondo. In un'epoca di idelogie sociali neoconservatrici che cercano di riportare vecchi fantasmi pseudoscientifici quello australiano è un esempio sul quale vale la pena meditare..." (R. Hughes, op. cit.).

Indubbiamente il multiculturalismo, dato dall'immigrazione sostanziale di europei mediterranei (italiani, greci, portoghesi) e di asiatici soprattutto del sud-est (vietnamiti, indonesiani, malesiani, ma anche cinesi e indiani), ha aiutato nell'attivazione di un processo di democratizzazione a diversi livelli (gli immigrati non britannici sono oramai il 49%). Su un territorio di 7.678.700 mq, è presente una popolazione di circa 19 milioni di persone (esattamente il numero di individui presenti in una città come Bombay o Beyjin), che equivale a una densità di circa 2 abitanti per chilometro quadrato. Nonostante gli spazi enormi, si possono ritrovare motivi di intolleranze sociali; il nodo ancora irrisolto a livello politico è quello riguardante gli aborigeni, decimati all'arrivo dell'uomo bianco sull'Isolone. La popolazione aborigena e i suoi rappresentanti chiedono oggi le scuse ufficiali, i famosi "apologies" che hanno riempito le testate di tutti i giornali internazionali. Il Primo Ministro australiano, John Howard, liberale, non è riuscito a pronunciare le famose fatidiche paroline che avrebbero riconciliato una grossa fetta di storia di cui difficilmente l'uomo bianco può andar fiero: "I am sorry I We are sorry" centinaia e centinaia di persone hanno marciato sul ponte di Sydney solo qualche mese fa. Howard non ce l'ha fatta, ma gli australiani si.

 

Il 2001: politiche e architetture per la Federazione
Il 2001 segnerà quindi il centenario della fondazione della Federazione. Il Premier precedente all'attuale, Jeff Kenneth, liberale, aveva indetto per l'occasione un concorso internazionale per la progettazione di Federation Square nel centro della city di Melbourne. Il concorso internazionale del 1996 viene vinto da uno studio londinese, Lab Architecture Studio, Donald Bates e Peter Davidson, che si associano con un'altro studio di Melbourne, Bates Smart, per la progettazione iniziata nel 1997.
Il nuovo Premier del Victoria, Steve Bracks, laburista, subentrato al precedente l'anno scorso (1999), ha inaugurato i suoi primi giorni di governo cercando di modificare il progetto di Federation Square già approvato e in via di costruzione.
Il progetto prevedeva svariati edifici e tra essi, due shards, ovvero due torri semitrasparenti, poste in prossimità della cattedrale di St. Paul; la vista dell'antica chiesa verrebbe modellata dalle traiettorie visuali create dai nuovi edifici e in particolare dalle due torri, specialmente quella a ovest. Questa particolare soluzione che, secondo gli architetti, è normale nelle città europee (scoprire un'edificio storico dietro uno moderno), non ha incontrato i gusti del nuovo Premier. Molto probabilmente le ragioni architettoniche hanno un senso molto relativo in una polemica tutta politica. Le discussioni, comunque, sono molto accese: la comunità di architetti e designers si è ribellata a un atto così poco democratico. Purtroppo però, al momento, sembra ancora che la torre Ovest dovrà essere eliminata.

 

 

Fig. 3  Federation Square progetto, planimetria generale.

 

Il progetto: Federation Square
Federation Square è un progetto complesso (costo: 280 milioni di dollari australiani, circa 300 miliardi di lire), che comprende diversi edifici intorno ad un grande spazio civico: una piazza e un atrium coperto. Circa cinque ettari di terreno e 50.000 mq di superficie calpestabile (comprendente spazi aperti e chiusi) si affacciano sul fiume Yarra, su Flinders street, nel mezzo della City di Melbourne.
La Piazza rappresenta proprio la connessione tra la città e il fiume: capace di contenere fino a 10.000 persone come auditorio all'aperto (per concerti o come sala cinematografica: un grande schermo sarà posto in un angolo a sud ovest della piazza), è disegnata in modo da avere numerosi anfratti in cui la gente può riunirsi in diverse ore della giornata: fuori dai caffè e dai ristoranti, in mezzo agli artisti di strada, tra i vari giardini: la piazza sarà infatti circondata da svariati giardini: il giardino "del vento", quello "misto", quello del "video" e quello del "museo". Sculture saranno poste in prossimità del museo ma sempre sulla piazza, dando un'idea di continuità tra interno ed esterno. La pavimentazione rossa simula il rosso del deserto del centro Australia.

 

 

Fig. 4  L'Atrium, sezione e schema di ventilazione.

 

L’Atrio è uno spazio unico per una città come Melbourne in cui il clima varia in continuazione ("a day, four seasons": un giorno, quattro stagioni); infatti è coperto e protetto contro il vento in tutta la sua estensione, che va da Flinders Street a nord fin sul fiume Yarra a sud, per una lunghezza di 120 metri; è alto 16 m e largo altrettanto. La copertura è costituita dalla giustapposizione "a frattale" di intelaiature in ferro di forma triangolare uguali a quelle usate per ricoprire le facciate principali di tutti gli edifici del complesso. La zona a nord non funge esclusivamente da ingresso al museo ma è uno spazio utilizzabile per festival e fiere, oltre al fatto che collega la piazza al Cinemedia Centre e serve come porticato alla zona commericale inclusa. A sud, un anfiteatro coperto assicura posti a sedere per i visitatori che vorranno ammirare il panorama del fiume e dei limitrofi Giardini Alexandra.

Due sono gli edifici principali: il MAA e l'Australian Centre for the Moving Image, rispettivamente a nord della Piazza e a sud-est dell'Atrium.
Il MAA-Museum of Australian Art è diretto dalla National Gallery of Victoria ed esporrà su tre livelli, pari a 13.000 mq, le opere più rappresentative dell'arte australiana indigena e non; 3000 mq saranno riservati all'arte moderna e contemporanea. Il MAA diventerà anche la sede di festival ed eventi internazionali come la Biennale.
Il Cinemedia Centre porterà il meglio del cinema contemporaneo australiano ed internazionale; lo State Film Centre ofVictoria si è infatti unito al Film Victoria in un programma che ingloba inziative di vario tipo: educazione (un Educational Centre sarà istituito per promuovere la cultura cinematografica), mostre, investimenti e ricerca attraverso nuove tecnologie. L'edificio su cinque piani si affaccia sia su Flinders Street che sulla Piazza e include numerose attività: una videoteca pubblica, due cinema (con 400 e 200 posti a sedere), una mostra su video con le più recenti trovate tecnologiche in campo digitale e virtuale, personalizzabili attraverso una carta di riconoscimento convertibile in un CD ROM o in un video souvenir alla fine della visita. Varie organizzazioni del settore, radio e televisioni saranno riunite nel medesimo complesso: SBS-Special Broadcasting Service (la cui radio trasmette quotidianamente due ore di programma in lingua italiana), l'Australian Film Institute, il National Film and Sound Archive, Film Australia, il Melbourne International Film Festival, l'Australian Teachers of Media.

 

 

Fig. 5 Veduta del Museum of Australian Art.


Le facciate degli edifici sono state trattate secondo un ritmo geometrico in cui la forma triangolare, orientata in modi diversi, aiuta a costruire una griglia che permette una dinamica continua: la superficie non lascia spazio ad una tradizionale percezione "piatta" e ripetitiva; i tre materiali usati, pietra australiana (sandstone), zinco e vetro aiutano in tale scopo.
Federation Square comprende anche due edifici commerciali, un centro conferenze, un centro informazioni per turisti (che serve Melbourne e la regione del Victoria), caffè, ristoranti, negozi e 500 posti macchina di parcheggio sotterraneo.
Ci si aspetta che Federation Square diventi un punto focale della città, offrendo una gamma notevole di attività sia dal punto di vista culturale che commerciale e di puro intrattenimento: è stata ipotizzata una presenza di circa 4 milioni di visitatori all'anno.

 

 

Fig. 6  Circolazione dell'aria tra Atrium e Labirinto

 

Il Labyrinth e il sistema di raffrescamento naturale
Il Labirinto è definito come "un vasto edificio costruito in modo che a chi vi entri risulti molto difficile ritrovarne l'uscita; è un insieme di passaggi disposti capricciosamente per rendere difficile l'orizzontarsi (spesso formato da siepi, è usato come elemento decorativo. E’ anche il complesso delle strutture che formano l'orecchio interno: consta di una serie di cavità ossee contenenti l'organo dell'udito e quello dell'equilibrio.
Tra i molti labirinti del mondo antico, forse uno dei più celebrati è quello del tempio funerario costruito da Amenemhet III in Egitto, contenente 3000 stanze. Altrettanto famoso è il labirinto di Creta costruito da Dedalo su ordine di Minosse per rinchiudervi il Minotauro, struttura che potrebbe essere esistita solo nei miti. Altri labirinti antichi si possono trovare sull'isola di Lemuo e a Chiusi in Italia. Sui pavimenti delle chiese medievali spesso sono disegnati dei labirinti che simbolizzano il viaggio tortuoso dei pellegrini verso la salvezza.

Federation Square è stata pensata, in alcune sue parti, in termini di progettazione ecologica. Atelier Ten (Londra) ha ideato un labirinto sotterraneo, in corrispondenza della Piazza, come sistema di riscaldamento e raffrescamento naturale: 2000 mq di muri in cemento costituiscono le celle attraverso cui viene convogliata l'aria calda e fredda.
La tecnologia usata è quella tradizionale di raffrescamento passivo, applicata su larga scala: durante la notte, viene immessa aria fredda nel Labirinto; la sua stessa struttura e il trattamento dei muri fanno sì che l'aria sia in costante movimento. Questa turbolenza massimizza lo scambio di calore tra il cemento e l'aria.
Di giorno, l'aria viene passata attraverso i muri del Labirinto che è freddo e quindi viene a sua volta raffreddata. A questo punto l'aria viene convogliata nel pavimento dell'Atrium da cui, un po' alla volta, si eleva fino all'altezza del soffitto dissipandosi naturalmente. La combinazione tra il Labirinto e il sistema di raffrescamento per evaporazione permette una riduzione della temperatura nell'Atrium di 10 °C anche nei giorni più caldi (a Melbourne la temperatura arriva fino a 40 0C); l'aria condizionata è evitata completamente. Quando non ci sarà necessità di raffrescamento dell'Atrium, il Labirinto potrà essere utilizzato come sistema di pre-raffreddamento per l'aria condizionata del Cinemedia, riducendo in questo modo ulteriormente il consumo energetico.

 

 

Fig. 7 Circolazione dell'aria all'interno dell'Atrium.


L’Atrium, oltre al Labirinto, fa uso di vetrature speciali per monitorare la temperatura interna: la facciata è costituita da due pannelli singoli di vetro, posti separatamente sulla struttura portante; il vetro esterno assorbe il calore ed è fissato con giunture apribili in modo che l'aria esterna possa penetrare nelle cavità da cui successivamente procederà verso l'alto dissipandosi. Il pannello di vetro interno è in laminato e riflette le radiazioni solari verso l'esterno. La struttura che sostiene le vetrate funge anche da copertura e garantisce l'ombra; la morfologia degli elementi e gli angoli che formano garantiscono un ulteriore livello d'assorbimento del calore.
Il Labirinto possiede un sistema di controllo computerizzato sull'intero complesso (Building Energy Management System) capace di monitorare, attraverso appositi sensori, la temperatura dell'aria e la presenza di C02. Il Labirinto non può essere acceso o spento come si farebbe con un sistema meccanico; deve essere attivato in anticipo rispetto ai giorni più caldi e, nel caso di eccesso d'aria fredda, l'aria stessa del Labirinto viene unita a quella calda esterna fino a trovare la temperatura desiderata.

 

 

Fig. 8 Risparmio energetico ottenuto con il Labyrinth

 

Il Labirinto è stato studiato al computer attraverso modelli dinamici di fisica termica; con questa tecnica vengono analizzati i flussi d'energia tra gli elementi degli edifici, usando i dati reali della temperatura per ogni ora di ogni singolo giorno di un certo periodo di tempo. Questo permette di avere delle predizioni molto accurate e dà la possibilità di manipolare piuttosto agevolmente i dati (proprietà dei materiali, umidità, livello di raffrescamento/riscaldamento). La proiezione di dati per un mese in un progetto come il Labirinto (11.200 mq di superifcie esposta) si effettua in circa tre ore; per un anno, invece, ne vengono utilizzate dalle 9 alle 12.

L'obiettivo principale del labirinto è quello di ridurre il consumo energetico e l'inquinamento atmosferico. Il raffrescamento naturale senza consumo energetico non incide sull'emissione di C02 nell'atmosfera, come prescrive l'Accordo Mondiale di Tokyo del 1998: il labirinto produce 1/10 della C02 che produrrebbe un sistema convenzionale.

 

 


Torna all'indice generale

 Per ricevere  Ambiente Costruito




 


Home di Mybestlife - Salute - DepressioneSessualità
 Ambiente - Gola - Musica - Capirsi - Ridere
Accademia del gioco dimenticato - I siti ospiti
 Euroconvertitore -
Cerca
 
Per la tua presenza in Mybestlife.com clicca qui.

Copyright © 1998/2008 mybestlife.com tutti i diritti sono riservati eccetto quelli già di altri proprietari.