di Gianni
Scudo
Foto aerea di Piazza San Fedele in Milano Fig. 1
Larchitettura
moderna e contemporanea ha quasi completamente trascurato il problema del comfort
ambientale negli spazi esterni che, invece, ha costituito un contributo consistente sia
dellarchitettura vernacolare che di quella urbana ottocentesca particolarmente nei
climi mediterranei nei quali si possono svolgere attività allaperto per la maggior
parte dellanno. Anche lapproccio
bioclimatico si è interessato dellinterazione tra clima esterno ed interno
prevalentemente per controllare le condizioni di comfort negli spazi confinati e solo
recentemente si stanno sviluppando studi sul comportamento microambentale degli spazi
aperti e degli spazi di transizione .
Per
quanto riguarda lo spazio aperto (pubblico e privato: strade, piazze, corti, giardini),
oltre alle ben note esperienze e ricerche condotte in occasione dellExpo di Siviglia ed agli studi sulla "vivibilità" che
definiscono in termini generali le condizioni di benessere nello spazio aperto, non esistono sistematizzazioni delle conoscenze.
Cè qualche lavoro sulla definizione degli elementi che strutturano lo spazio
pubblico e dei loro caratteri ambientali e si
stanno facendo analisi microclimatiche di alcuni spazi specifici, tuttavia mancano modelli
di valutazione e strumenti di progetto per verificare la sensibilità ambientale dei
diversi elementi del progetto - forme,vegetazione, acqua - alla variazione dei parametri
fisici significativi (radiazione
infrarossa, riflessione, assorbimento, trasmissione della radiazione, evaporazione ecc..)
che determinano le condizioni di comfort termo-igrometrico allesterno.
Uno dei "materiali" biologici più significativi per il controllo del microclima
degli spazi esterni è la vegetazione che, se utilizzata in modo appropriato, può
determinare un effetto di miglioramento consistente anche se utilizzata in modo diffuso.
Foto aerea di Piazza Paolo VI in Milano. Fig. 2
È noto infatti leffetto di raffrescamento estivo dei grandi parchi urbani e delle
"cinture verdi": molti autori concordano nellindividuare una differenza di
temperatura dellaria di 2-4°C fra gli spazi interclusi in grandi aree verdi
(diciamo superiori a 50 ha) e quelli dellambiente costruito immediatamente
circostante.
Tale differenza di temperatura oltre a determinare diverse condizioni
di comfort tra aree verdi ed aree costruite induce brezze termiche urbane che, in assenza
di vento, possono dare un contributo al raffrescamento del sito e degli edifici.Meno noto
è leffetto dal verde diffuso che è stato spinto del movimento del "greening
" urbano. Ci sono relativamente pochi lavori
sulleffetto di raffrescamento di piccolissimi, piccoli e medi spazi verdi urbani
diffusi (da poche centinaia a parecchie migliaia di mq) che corrispondono alle diverse
scale di verde: da quello
parietale a quello "sottocasa", fino al verde di quartiere (parchi e piazze
verdi).
Il presente lavoro si muove in questa direzione cominciando a indagare sperimentalmente il
comportamento termico di alcune piazze.
Luso intensivo di vegetazione nelle piazze si è diffuso relativamente di recente
nella storia urbana occidentale - a partire dalla metà del 600 - essenzialmente su
due modelli: lo "square"inglese e la piazza alberata francese.
Milano in particolare non ha mai avuto una
tradizione di verde esteso nelle piazze (e, in generale, nello spazio pubblico almeno fino
alla sviluppo urbano ottocentesco) dal momento che la struttura compatta della città
permetteva una rapida accessibilità al verde della campagna (fuori porta) e non si
prestava a un uso del verde nello spazio pubblico. Infatti la struttura storica è
caratterizzata da una tessitura molto diffusa di piazze e piazzette di piccola dimensione assimilabili a grandi "
stanze" a cielo aperto in generale piuttosto disadorne perché le facciate degli
edifici guardavano verso il giardino interno; il verde esteso nella tradizione
pre-unitaria è quindi essenzialmente privato come si può osservare tuttora entrando
nelle corti o dalla lettura di una foto aerea del centro.
La frescura estiva - i piaceri dellombra verde - era quindi assai limitata nello
spazio pubblico.
Dopo lunità inizia la costruzione di piazze di medie dimensioni che talora sono
alberate ma in modo abbastanza contenuto; la struttura e limmagine prevalente del
verde urbano a Milano era ed è quella lineare dei viali.
Questo lavoro è un primo tentativo di valutare leffetto sul comfort termico della
vegetazione in alcune piazze di Milano; è stato svolto prevalentemente con tesi di laurea.
Foto aerea di Piazza Leonardo da Vinci in Milano. Fig 3
Descrizione delle
piazze
I criteri per la scelta degli esempi di studio sono stati quelli di individuare coppie di
piazze confrontabili per dimensione e localizzazione rispetto al sistema urbano.
Sono state individuate una coppia di piazze di piccola dimensione (circa 2000 mq) e una di
grande dimensione (20- 25.000 mq).
La coppia piccola è costituita da due piazze: S. Fedele e S. Maria delle Crociate..
La prima fa parte del sistema centrale delle piazze milanesi essendo collocata fra Piazza
del Duomo e Piazza della Scala. Si tratta di una tipica piazza definibile "stanza
urbana a cielo aperto" con poca vegetazione, relativamente chiusa da edifici di media
altezza, di forma allungata con lasse principale NE-SO. (Fig.1).
La seconda, Piazza S. Maria delle Crociate, ha forma, dimensione ed orientamento simili
alla precedente, ma è più aperta e con vegetazione decidua al centro.
(Fig. 2)
La coppia grande è
costituita da due piazze: Leonardo da Vinci ed Aspromonte.
La prima - Piazza Leonardo da Vinci - è molto più grande delle precedenti (36.000 mq),
ha forma rettangolare con lasse principale N-S e ha una rilevante vegetazione mista
distribuita prevalentemente con criteri estetico - paesaggistici. (Fig. 3).
La seconda - Piazza Aspromonte - ha dimensioni confrontabili con la precedente (22.000
mq), forma quadrata ed una interessante vegetazione prevalentemente decidua che forma una
chioma quasi continua (Fig. 4)
Foto aerea di
Piazza Aspromonte in Milano. Fig. 4
Analisi
del comportamento termico delle piazze
Il clima di Milano è di tipo continentale temperato caratterizzato da inverni freddi
umidi e relativamente nebbiosi e da estati caldo - umide poco ventilate; lisola di
calore estiva innalza la temperatura dell aria di circa 1,5 °C durante il giorno e
di circa 4,5 durante la notte.
Le misure di microclima sono state eseguite su una griglia di m 10 x 10 nella piazze
piccole e su una griglia di m 25 x 25 nelle piazze grandi a una altezza dal terreno di m
1,3 in una sequenza di giorni caratterizzata da tempo stabile con poca ventilazione (2a
decade di Luglio 1995).
Dallinsieme di misure fatte durante la campagna (temperatura dellaria,
radiazione terrestre, umidità relativa e velocità del vento) sono stati elaborati i dati
della temperatura dellaria per le quattro piazze e quelli relativi alla radiazione
terrestre per una piazza.
I risultati delle elaborazioni sono stati mappati con un programma topografico per poter
leggere più facilmente attraverso la variazione delle isoterme leffetto dei diversi
tipi di vegetazione sulle diverse piazze.La distribuzione delle isoterme in S. Maria delle
Crociate (Fig. 5) fa vedere chiaramente leffetto della chioma degli alberi con una
differenza di temperatura media di 2,5 e massima di 4 °C fra aree ombreggiate e non; la
temperatura notturna ha circa la stessa variazione della piazza precedente.La
distribuzione delle isoterme in Piazza Aspromonte fa vedere leffetto di una chioma
quasi continua (il cosiddetto "effetto bosco") con una differenza media di 2 °C
e massima di 3.5 °C fra aree ombreggiate e non ombreggiate.La temperatura media
dellaria della piazza è comunque di 2 °C inferiore a quella dei casi precedenti e
questo è dovuto molto probabilmente alleffetto di raffrescamento combinato del
metabolismo della vegetazione (ad es. ombreggiamento +
evapotraspirazione) in un tipo di
spazio urbano relativamente chiuso.
Infine la distribuzione delle isoterme in piazza Leonardo da Vinci fa vedere
linfluenza dellombreggiamento della chioma con differenze medie e massime
rispettivamente di 2 e 3 °C. la temperatura dellaria durante la notte ha piccole
variazione spaziali.
Valutazione
del comfort termico
Con i dati
elaborati è stato possibile cominciare a fare alcune valutazioni indirette delle
variazioni del livello di comfort negli spazi esterni.
A questo
scopo è stato scelto un metodo semplificato - il COMFA (*)
- che utilizza il "budget" energetico di una persona in un sito per valutare
indirettamente il livello di comfort. Avendo i dati della radiazione terrestre è
stato possibile elaborare le curve di iso budget che indicano le variazioni di livello di
comfort determinati dalla presenza di vegetazione come si può vedere nella (Fig.6 ) per
la Piazza S. Maria della Crociate.
Distribuzione delle isoterme in p.zza Santa Maria delle Crociate
(ora p.zza Paolo VI) nel mese di luglio, ore 13.30. Fig. 5
Curve di iso budget in p.zza Santa Maria delle Crociate (ora p.zza Paolo VI) nel mese di luglio, ore 13.30. Fig. 6
Conclusioni
e futuri sviluppi
Leffetto di nicchia di raffrescamento della vegetazione nelle piazze è consistente
particolarmente quando la chioma degli alberi è continua e lo spazio della piazza è
"quasi chiuso" dagli edifici circostanti.
A Milano il principale effetto estivo della vegetazione è dovuto al controllo della
radiazione (la componente assorbita e riflessa) che modifica molto il relativo bilancio
e quindi le variabili ambientali che determinano il comfort termico.
Il lavoro sperimentale finora svolto non ha ancora affrontato lapproccio
metodologico di valutazione/simulazione che è comunque necessario per generalizzare il
comportamento dei casi studio, per condurre analisi parametriche e sviluppare linee guida
per la progettazione bioclimatica degli spazi aperti.
Lapproccio che utilizzeremo nel proseguimento del lavoro sarà quello di assumere e
contestualizzare strumenti che permettano di determinare la variazione dei parametri del
sistema spazio/vegetazione in termini di interazione tra variabili microclimatiche e
variabili convenzionali dello spazio (dimensione, forma, limiti) in collaborazione con
alcune università europee ed italiane.
Note