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Hyper
Building -
Un'Arcologia
di Paolo
Soleri per il nuovo millennio
Architettura
ed ecologia si fondono in un progetto estremo
di Vittorio Caffi
Vista sulla piazza interna
E' in pieno Deserto Mojave, giusto a metà strada tra Los Angeles e Las Vegas, simboli estremi della civiltà dei consumi contemporanea, che Paolo Soleri ha collocato il suo progetto urbano più recente: Arcology Major, o Hyper Building.
Si tratta dell'ultima versione di Arcologia, il concetto di città secondo l'architetto di origine torinese, che segue a Mesa City, concepita per essere scavata negli altopiani dell'Arizona; ad Arcosanti, comunità sperimentale presso Cordes Junction, sempre in Arizona, in cui il pensiero di Soleri sta prendendo lentamente forma; alle città spaziali scavate negli asteroidi, luogo di pace e occasione di progresso per l'umanità, disegnate in aperta polemica con i progetti di militarizzazione dello spazio promossi dal governo USA negli anni '80.
Laureato in Architettura a Torino, allievo di Wright a Taliesin West nel 1947, Soleri ha fatto propria la concezione organica del maestro, mentre ne ha rifiutato l'idea di città diffusa, estesa sul territorio, per proporre il proprio pensiero urbano, che ha chiamato Arcologia.
Arcologia è la sintesi di due discipline, Architettura ed Ecologia, che si fondono per dare vita a un nuovo progetto di città, una città condensata, in cui edifici e attività umane raggiungono il massimo della concentrazione, in maniera opposta rispetto a ciò che succede nelle città contemporanee, dove vi è il massimo della dispersione: "Arcologia - dice Soleri è l'implosione della megalopoli, della città moderna, in un denso, complesso ambiente urbano che cresce verticalmente".
Concentrazione e complessità, governate dall'utilizzo accorto della tecnologia, secondo Soleri sono la soluzione per una città nuova, più efficiente, contrapposta alla città contemporanea dominata dall'automobile e caratterizzata dall'inquinamento, funzione diretta dello spreco che in essa si consuma: spreco di spazio, di energia, di risorse.
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L'evoluzione urbana secondo
Paolo Soleri: Suburbia, Megalopoli, Arcologia
Le Arcologie, al contrario, ne ottimizzano l'utilizzo, riducendo così l'inquinamento, e limitano al massimo lo scempio del territorio dovuto a una espansione incontrollata.
Hyper Building, l'espressione estrema di tale visione, è stato concepito per ospitare su una superficie di 1
Km2 una popolazione di 100.000 abitanti, la stessa che a Los Angeles è distribuita su 33
Km2.
Il sito per l'insediamento è stato scelto, coerentemente al disegno generale, con l'intento di sfruttare terre desertiche, evitando di gravare ulteriormente regioni fortemente antropizzate.
"Man mano che la crescita della popolazione mondiale continua ad aumentare oltre quelle che sono le risorse disponibili sulla terra - dice Soleri nelle note che spiegano la concezione del progetto - diventa evidentemente imperativo preservare gli equilibri naturali sviluppando le terre marginali - le regioni aride -.
E' essenziale imparare a vivere efficientemente in queste terre marginali, conservando risorse ed energia per creare microclimi adatti alla sopravvivenza dell'uomo - come quello in Hyper Building".
Le regioni desertiche offrono inoltre la possibilità, grazie al forte irraggiamento solare , di produrre le grandi quantità di energia di cui un organismo complesso come questo necessita.
La scelta del Deserto Mojave quale sede di Arcology Major ha anche un significato particolare e simbolico, l'ubicazione di questo edificio segna infatti un'aperta polemica nel confronti delle città contemporanee. "Hyper
Building - dice ancora Soleri - si erge in contrasto a quegli estremi della moderna società - Los Angeles e Las Vegas - come sede per l'evoluzione della cultura dell'uomo".
Prospetto
Questa città-edificio è costituita da una torre alta 1.000 metri, avente diametro alla base di circa 250 metri, collocata al centro di un basamento del diametro di circa 900 metri, costituito da due esedre. E' un sistema molto compatto, che ospita in sé pressoché tutte le attività urbane e consente di preservare il terrìtorio, non più minacciato dall'espansione incontrollata della città, la cui estensione si limita alle dimensioni dell'Hyper Building.
A ciascuno dei due elementi menzionati Soleri assegna una connotazione precisa, a sottolineare il loro essere complementari. La torre è denominata "il maschio", il basamento invece è indicato come la struttura "femmina" che, radicata nel sottosuolo, accoglie entro di sé in prevalenza funzioni di servizio: infrastrutture per la circolazione, uffici e centri commerciali, parchi, ospedali, centri culturali, impianti tecnologici, fra gli altri molto importanti quelli per gestire le riserve idriche.
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Sezione sulle esedre; copertura a verde, Garment
Architecture ed effetto abside sono gli strumenti passivi per regolare il microclima di questi
spazi
Le esedre, due elementi concentrici rivolti a sud, grazie alla loro forma sono in grado di offrire schermo ai raggi solari, secondo il principio che Soleri ha sperimentato negli edifici di Arcosanti e che chiama "effetto abside": nei mesi estivi, quando il sole è a picco, la struttura ombreggia lo spazio sottostante mentre d'inverno il sole basso sull'orizzonte scalda l'interno delle volte. Schermi protettivi trasparenti od opachi, Garment Architectures da mutare secondo la stagione, possono essere collocati a coprire questa parte dell'edificio per meglio controllare l'irraggiamento solare. Una copertura a verde sui terrazzamenti esterni al doppio
emiciclo, che produce ombra e contribuisce al raffrescamento del sistema, è un ulteriore accorgimento
per controllare il microclima negli spazi delimitati dalle
esedre.
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Sezione
La torre, la struttura centrale, è organizzata su otto piani principali, o Terre secondo la terminologia di
Soleri, con l'intento di creare spazi di ampio respiro, a scala umana. Ciascuna di queste Terre, a sua volta, costituisce uno spazio aperto multilivello e ospita residenze, spazi verdi, centri culturali, servizi per l'educazione, ospedali e alberghi.
A metà della torre una grande serra, Park Terra Greenhouse, offre agli abitanti di Arcology Major un ambiente naturale che fa dimenticare l'arido deserto circostante. Altre serre, a livelli differenti, danno vita ad ambienti altrettanto diversi in funzione dell'altezza a cui si collocano.
Le attività ospitate nella torre sono stratificate in maniera da creare punti focali, attraverso i quali gli abitanti sono stimolati a muoversi, il che contribuisce a rendere viva la città. Il sistema delle infrastrutture di trasporto, vitale per qualsiasi sistema urbano, qui lo è a maggior ragione, poiché ad esso si deve la capacità di creare quello che Soleri chiama Urban
Effect: il pulsare della vita e delle attività nell'edificio, da un livello all'altro, dipende dal collegamenti interni che sono assicurati da un articolato sistema di ascensori e montacarichi che provvedono alla circolazione di persone e merci. Per quanto riguarda i problemi di sicurezza, un complesso sistema di scivoli, scale e un eliporto situato sul tetto della torre permettono l'evacuazione degli occupanti in tempi brevi in caso di
pericolo
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Schema dei trasporti
Un immenso parcheggio sotterraneo, in grado di ospitare 64.000 veicoli privati e 30.000 veicoli commerciali, si trova ai piedi della torre. Le automobili, che evidentemente nella concezione dell'architetto torinese non sono il mezzo di trasporto principale degli abitanti di Arcology Major, si affiancano a un sistema di trasporti a scala regionale, basato su una linea ferroviaria ad alta velocità di tipo
Mag-Lev, il treno a levitazione magnetica, che assicura i collegamenti con le città più vicine, Los Angeles e Las Vegas, e con gli altri Hyper Building destinati a crescere nell'intorno del primo insediamento: Soleri prevede che al primo si affianchino almeno altri tre complessi simili, dando vita a quello che egli chiama Quartet in Arcology Major.
Ulteriore sviluppo del progetto prevede inoltre due esedre a fianco del primo edificio e lo sviluppo di uno Urban
Ribbon, un "nastro urbano" ad alta densità sviluppato secondo i principi
dell'Arcologia lungo gli assi dei trasporti regionali.
PASSIVE / HIBRID
WINTER
Transparent membranes.
GARMENT ARCHITECTURE, help capturewarm air wich is channeled to others
floors.
PRODUCTION GREENHOUSES on the south
slope of the building help heat the complex
When the winter sun is low on the
horizon, the APSE EFFECT is at work and sunlight pours into the
south-facing exedrae, a truncated apse. |
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PASSIVE / HIBRID
SUMMER
Opaque membranes,
GARMENT ARCHITECTURE, act as a parasol to provide shade and capture cool air
wich is channeled to other parts of the building.
Small trees planted on
terraces on the outher faced of the exedrae, a GREEN MANTLE, help moderate
temperatures, producing shade and a coolingeffest when they are watered with
misters.
When the summer sun is
high on horizon, the APSE EFFECT is at work, producing shade in the
south-facing exedrae. |
I flussi energetici:
tecnologie attive e passive si integrano per la produzione di energia e per la regolazione del microclima in Hyper
Bulding.
L'approvvìgionamento energetico di questi insediamenti si basa sullo
sfruttamento di fonti convenzionali quanto di energie alternative. La
concezione di tutto il sistema, inoltre, gioca un ruolo importante nel
diminuire il fabbisogno di base. Il ridotto utilizzo delle automobili per
gli spostamenti, dovuto alle distanze brevi e all'alta concentrazione delle
attività nell'Hyper Building, unicamente al ridotto traffico di veicoli
commerciali per l'approvvigionamento di cibo che qui è prodotto nelle
serre, comporta un notevole risparmio di risorse energetiche.
Le fonti di energia alternative previste per l'insediamento abbracciano una
vasta gamma di mezzi di produzione, attivi e passivi. Si sono già
menzionati l'effetto abside e le Garment Architectures, unitamente alle
coperture verdi, per mitigare gli effetti del forte irraggiamento estivo e
sfruttare i benefici del basso sole invernale. I sistemi di ventilazione
sono previsti tali da poter sfruttare le correnti di aria calda e di aria
fredda con l'effetto camino.
A questi si affiancano sistemi attivi, quali mulini a vento e pannelli
fotovoltaici per la conversione rispettivamente dell'energia eolica e della
luce solare in energia elettrica. Ciascuna di queste due tecnologie
applicate all'Hyper Building, secondo il disegno di Soleri, arriverebbe a
produrre 10 Megawatt di energia per ora.
Il progetto dell'architetto torinese distingue in maniera molto precisa tre
fasi successive per la realizzazione dell'intero complesso.
La prima fase prevede, dopo la scelta del sito, lo scavo e la realizzazione
degli impianti necessari per costruire e rendere operativo il basamento
della città. Questa prima struttura, che si estende da circa 200 metri
sotto il livello del suolo fino a 125 metri fuori terra, comprende le esedre
e la base su cui si innalzerà la torre. Un elemento primario del sistema
strutturale è costituito dai nuclei di servizio impiantistico e dagli
ascensori, insieme a una griglia di colonne poste a un intervallo di 15
metri ciascuna. Terminata questa fase, comincia la vera e propria crescita
urbana, durante la quale viene costruita la prima parte del fusto centrale,
fino a un'altezza di 460 metri. Durante la terza e ultima fase Hyper
Building viene completato fino a raggiungere l'altezza prevista di 1.000
metri.
Soleri pone l'attenzione sulla necessità, tanto più sentita visto le
dimensioni dell'insediamento, di attrezzature automatizzate per la gestione
di cantiere, con dispositivi di costruzione robotizzati, che serviranno
anche, a esecuzione avvenuta, per il controllo in continuo delle condizioni
dell'edificio e per la sua manutenzione.
Si tratta di un progetto ardito e di grande complessità, un progetto
estremo collocato in un ambiente estremo. A ragion veduta ci si potrebbe
chiedere quale sarebbe l'effettivo impatto ambientale di una struttura così
grande sul deserto e su un intorno più vasto.
Gli aspetti di reale interesse del progetto tuttavia sono ben altri, tali da
farne passare in secondo piano anche la dimensione utopica. E ciò non solo
perché il termine utopia non piaccia a Soleri - chi lo conosce lo sa - il
quale ha sempre dato una connotazione molto concreta ai propri lavori: la
costruzione di Arcosanti ne è la riprova.
I problemi della sostenibilità, della riduzione dei consumi e degli
sprechi, di uno sviluppo urbano compatibile con gli equilibri ambientali,
sono tutti aspetti concreti e attualissimi che Soleri, nel proprio impianto
teorico di Arcologia e in particolare in questa Arcology Major, tratta con
estrema lucidità e lungimiranza. Le radicali soluzioni prospettate, quali
la concentrazione della città, con la conseguente riduzione degli
spostamenti e del traffico di veicoli, l'utilizzo su vasta scala di energie
alternative a integrare le fonti tradizionali, i sistemi attivi e passivi
per controllare il microclima, dimostrano la profonda consapevolezza che il
passaggio verso la cosiddetta città sostenibile necessita grandi
cambiamenti culturali e non vuole dire rinuncia alla tecnologia che è anzi
strumento indispensabile per rendere fattibili strategie di gestione urbana
diverse da quelle consolidate.
L'opera di Soleri - insieme a due lavori analoghi rispettivamente
dell'olandese Rem Lookhaas, che ha progettato un Hyper Building per Bangkok,
e del giapponese Nobuaki Furuya - è la base sulla quale è stato costruito
il lavoro che il National Building Center of Japan, centro di ricerca
giapponese sulle costruzioni, ha promosso con l'Hyper Building Research
Committee e che ha come obiettivo quello di sviluppare un modello di città
per il prossimo secolo e il prossimo millennio che sia in accordo con
questioni di compatibilità ambientale e sviluppo sostenibile.
L'Hyper Building Research Committee vuole delineare una strategia efficace
per rendere realizzabile il concetto urbano che sottende Hyper Building, lo
sviluppo della città in verticale, con una densità molto alta e una
concentrazione di attività eterogenee nella stessa area. Un intento di
stimolare lo sviluppo tecnologico dell'industria delle costruzioni è tra
gli obiettivi dichiarati della ricerca, oltre a quello di realizzare un
Mini-Hyper Building, a dimostrare la fattibilità del progetto.
Un interesse dei ricercatori e delle aziende giapponesi - quaranta sono le
compagnie coinvolte in questo progetto, tra le quali Shimizu Corporation -
è la conferma che Arcology Major, la visione urbana di Paolo Soleri, è
qualcosa di più di un'utopia o dì un esercizio progettuale fine a se
stesso. Si tratta di un'opera proiettata nel futuro, un progetto che si è
detto estremo, non solo per la scala progettuale ma, soprattutto, per
l'estrema concretezza dei temi affrontati.
Bibliografia
P.Soleri, Arcology, the City in the image of the man, MIT Press 1970
P.Soleri, The Sketchbooks of Paolo Soleri, MIT Press 1971
P.Soleri, Arcosanti - An Urban Laboratory?, Avant Books 1983
P.Soleri, Hiper Bulding, Cosanti Foundation 1997
The Building Center of Japan, Hyper Building, Tokio 1997
Vittorio Caffi, Architetto, è Dottorando di
Ricerca in Ingegneria Ergotecnica Edile presso il Dipartimento di Ingegneria
dei Sistemi Edilizi e Territoriali del Politecnico di Milano.
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